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    V Conferenza Internazionale di Club Zinoviev a Mosca

    Epoca di cambiamenti o cambiamento di epoca

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    Dmitry Kulikov, Zinoviev Club
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    Parlando ai partecipanti al Forum giovanile russo “Terra Scientia”, il ministro degli Affari Esteri della Russia Sergej Lavrov ha affermato: «Stiamo assistendo alla fine di un’era molto lunga, alla conclusione di una lunga epoca di dominazione dell’Occidente storico, dominazione economica, finanziaria, politica».

    Questa dichiarazione ha suscitato reazioni discordanti nell'opinione pubblica. Da una parte il sarcasmo delle opposizioni liberali e dei loro simpatizzanti: L'Occidente è in putrefazione da centinaia di anni, ma proprio non si decompone. Vorremmo anche noi marcire così. Dall'altra parte, raffiche di sciovinismo che arrivano quasi a predicare la distruzione immediata del nostro principale nemico, con il conseguente arrivo istantaneo su di noi della felicità e della prosperità.

    C'è ben poco senso in entrambi i tipi di reazione. Proviamo a capire dove si trovano le fondamenta dell'attuale dominazione globale dell'Occidente e se in esse vi siano dei problemi.

    Scienza

    Dmitry Kulikov, produttore e membro del Club Zinoviev dell'agenzia russa di stampa internazionale “Rossiya Segodnya”
    © Sputnik. Vladimir Trefilov
    Dmitry Kulikov, produttore e membro del Club Zinoviev dell'agenzia russa di stampa internazionale “Rossiya Segodnya”
    L'effettiva plurisecolare superiorità dell'Ovest si è basata anzitutto sulla scienza europea e sul tipo di mentalità scientifica che informa anche l'ingegneria.  L'autentico "idolo" dell'uomo occidentale nel corso di centinaia di anni è stato il progresso tecnico-scientifico.

    A cominciare dalla metà del XX secolo, nella sfera della scienza e dell'ingegneria si sono venute a creare due tendenze. Da un lato è diminuita piuttosto bruscamente la quantità di scoperte scientifiche fondamentali e si è ridotto il numero di ambiti nei quali si poteva ragionevolmente contare su tali scoperte entro un prevedibile futuro, dall'altro il pensiero scientifico e l'ingegneria sono divenuti universali e hanno smesso di essere una prerogativa esclusivamente occidentale.

    Per molti secoli il predominio dell'Occidente ha fatto perno sulla padronanza della scienza e dell'ingegneria, sussistendo perciò anche una prevalenza militare. La superiorità militare si è tramutata in diverse forme di colonialismo e di occupazione delle risorse, sulle quali si è costruita la superiorità economica. Al tempo stesso si tratta della causa principale del razzismo occidentale, nel momento in cui l'ideologia del progresso tecnico-scientifico si proietta sull'intero sociale, mentre i detentori dell'egemonia scientifico-ingegneristica si dichiarano portatori della superiorità genetica.

    Il divario nella sfera scientifico-ingegneristica tra i mondi occidentale e non occidentale è radicalmente mutato negli ultimi 100 anni, e non vi sono sintomi che possa nuovamente ingrandirsi. Piuttosto, seguendo il corso naturale della storia, esso si accorcerà sempre di più fino a scomparire del tutto. È pure probabile un cambio di leadership in questo settore.

    Un'alternativa fittizia a tale corso naturale del progresso storico potrebbe essere una guerra di grandi proporzioni oppure un largo numero di guerre relativamente piccole che abbiano come conseguenza, non per l'Ovest, di scaraventare indietro nel tempo come minimo di 100 anni. Nel civilizzato Occidente questo lo sanno bene e sono in grado di fare uso di questi mezzi.

    Economia

    Il capitalismo è un'invenzione dell'Ovest. È nato dalla scienza e dall'ingegneria come una forma particolare di organizzazione della proprietà ed è stato a lungo uno dei pilastri dell'egemonia occidentale. Oggi il capitalismo è a livello mondiale il sistema che trionfa: è davvero globale.

    rublo russo
    © Fotolia/ Alexandr Blinov

    L'allargamento dei mercati come mezzo di sviluppo capitalistico oggi si è esaurito, da una parte, perché espandersi oltre è impossibile proprio fisicamente. L'ultimo spazio di colonizzazione sono stati i Paesi socialisti, che con la loro caduta hanno regalato agli USA e al capitalismo mondiale un decennio senza decifit, gli anni '90.

    Anche il credito al consumo, dall'altra parte, come programma estremo di sviluppo del capitalismo, ha consumato se stesso. Secondo numerosi esperti, negli ultimi 35 anni (esclusi gli anni '90) l'aumento dei debiti come unica fonte di sviluppo del capitalismo uscirà dai limiti del possibile in una prospettiva di breve termine.

    Dall'avvenuta globalizzazione discende ancora una limitazione altamente significativa: utilizzare l'economia globale a fini politici è assolutamente difficile. Se si abbassa il prezzo del petrolio per punire la Russia, crollano i mercati azionari, nei quali i prezzi delle materie prime rappresentavano l'unica locomotiva. Se si stampano dollari per coprire il deficit, la Cina lascia cadere la quotazione della propria valuta e aumenta (mantiene) il deficit della bilancia commerciale estera americana. E così via.

    Il sistema finanziario-capitalista globale di dominazione americana si appoggiava sull'esercito americano, il più grande del mondo, e sulla minaccia perenne dell'uso della forza. E non solo sulla minaccia, ma anche sul ricorso alla ad essa.

    Oggi, il disavanzo di bilancio degli USA è appena un po' inferiore alle spese per la difesa. La potenza militare dell'America, come noi la conosciamo negli ultimi 20 anni, si basa sull'eccesso finanziario. Che cosa le succederà in condizioni di deficit economico?

    Non riusciamo ad avere dubbi sul fatto che un dissesto finanziario vi sarà, perché non vi è altra soluzione per il sistema capitalistico mondiale che contabilizzare presto o tardi come perdita tutti gli enormi debiti. In conseguenza di ciò, è ben difficile prevedere quegli interventi risanatori che tutti aspettano, e non soltanto a livello di demolizione della potenza militare occidentale. Un crollo rovinoso del livello di vita e del volume di consumo dei membri della società occidentale costituirà per quest'ultima una prova molto seria.

    Ripetiamo, una guerra potrebbe rivelarsi assai utile per condonare e aiuterebbe molto a mantenere la stabilità a spese dei regimi a governo militare del corpo sociale.

    L'uomo occidentale di oggi ha completamente disimparato a vivere al di fuori di un sistema economico nel quale il consumo rappresenta un processo fine a se stesso. La stessa struttura sociale del mondo occidentale è al giorno d'oggi altamente instabile.

    Struttura sociale

    È bello vedere come il principale raggruppamento sociale di sviluppo del capitalismo fosse la cosiddetta classe media, che è contemporaneamente il primo portatore dei valori occidentali e la classe basilare sulla quale si realizza la democrazia liberale occidentale nel senso sia di meccanismo di amministrazione della cosa pubblica che in qualità di "religione" laica.

    Nella seconda metà del XX secolo è avvenuto un mutamento qualitativo nella natura socio-economica e politica della classe media, che i ricercatori occidentali ignorano accuratamente, perché nel processo storico-naturale in corso risiede un problema che non ha soluzione. La storica classe media capitalista è uno strato sociale capace di accumulare dei risparmi e di investirli razionalmente. È una fascia di persone in grado, grazie al capitalismo, di ricavare dalla propria attività un profitto (differenza tra entrate e uscite) e disporne nell'interesse di due-tre generazioni della propria famiglia. Il processo di base che ha modellato il ceto medio era quello dell'accumulo.

    Tuttavia dagli anni ‘50-‘60 del secolo scorso il processo economico di compimento della società occidentale è diventato il consumo. In maniera progettuale si è imposto alle persone come processo nuovo e all'avanguardia, come loro modo di vivere: per essere moderni bisogna lasciar perdere l'accumulo e gli investimenti; bisogna spendere tutto nel consumo.

    La classe media ha visto comparire una nuova misura per la sua esistenza: il volume di consumo. È stato il fattore chiave del cambiamento dell'ambiente sociale del ceto medio. Quanto più spendi tanto più in alto ti trovi nell'edificio della società.

    Tale sostituzione di natura della classe media ha assicurato la crescita del capitalismo dagli anni '50 agli anni '70 del secolo scorso. Rifiutando di accantonare e iniziando a spendere e a non investire nella riproduzione capitalistica, la classe media ha stimolato la fabbricazione di prodotti di consumo.

    Poi è venuta la crisi degli anni '70; negli anni ‘80 si è trovata una nuova soluzione e proprio allora si è dato l'annuncio che è di moda accrescere i consumi grazie ai debiti. Consumo a credito. Non fa paura spendere più di quanto si guadagna: le perdite si possono coprire col credito, poi dopo guadagnerai tanto tanto e salderai subito tutti i tuoi debiti e chiuderai il disavanzo. È questa la Grande Tecnica dell'inganno sociale.

    Isola di Vrangel
    © Sputnik. Alexander Lyskin

    In tal modo negli ultimi 50 anni il ceto medio si è trasformato da strato sociale che concentrava il profitto e che era il fondamento della riproduzione della comunità, a strato sociale che concentra le perdite sotto forma di crediti.

    Il capitalismo moderno come sistema mondiale globale a ciclo completo di consumo ha dato vita al nuovo uomo occidentale capitalista: è avvenuta la conversione dell'uomo che accumula e che investe all'uomo che consuma in debito.

    A proposito, sarebbe bello chiedere: ma dove sono finite l'etica protestante e l'anima autentica del capitalismo?

    L'Occidente ha generato un nuovo tipo di poveri, che apparentemente sono ceto medio, ma in realtà non ne fanno parte. Queste persone hanno un modo assolutamente diverso di comportamento socio-politico rispetto alla classe media tradizionale. Esse non costituiscono più il segmento basilare della comunità, ma sono il punto debole di questa.

    La degenerazione del ceto medio nei nuovi plebei rende la tradizionale democrazia occidentale una reale oligarchia, cosa di cui ormai molti non si vergognano a parlare in Occidente. Si tratta di un vero problema sociale di cui non si intravede una soluzione nel sistema mondiale esistente di capitalismo finanziario-consumistico.

    Dove risiede la prevalenza della Russia sull'Occidente

    Abbiamo brevemente descritto, tratteggiandoli appena, alcuni aspetti problematici della civiltà occidentale moderna, i quali limitano la prospettiva di mantenimento della posizione dominante dell'Occidente. E i problemi sono di gran lunga molti di più e sono problemi di carattere effettivamente fondamentale. Tuttavia un ulteriore aggravamento della situazione si ha non solo in presenza dei problemi stessi, ma anzitutto a causa del rifiuto dell'Occidente di riconoscerli. E  ciò che accade quando si nega di avere un problema lo sappiamo bene grazie all'esperienza fatta con l'Unione Sovietica.

    Bisogna anche comprendere che sotto molti aspetti (in primo luogo nell'ordinamento economico e socio-politico) dopo i cambiamenti degli anni '90 parte di questo sistema occidentale in crisi siamo noi. Si tratta anche dei nostri problemi, che potrebbero esserci fatali se permettiamo all'Ovest di disporre di quel metodo di guerra, che è abituale per la civiltà occidentale.

    La nostra superiorità sull'Occidente consiste nel fatto che noi scorgiamo tali problemi, siamo in grado di confessarli, e ciò significa che abbiamo la possibilità di trovarne la soluzione. La nostra superiorità è rappresentata dal fatto che noi siamo già passati attraverso un'altra epoca post apocalittica, anche se magari si è solo trattato della sua versione di prova, sperimentale, di verifica dei quesiti.

    Il nostro successo o la nostra sconfitta dipenderanno molto da ciò: se troveremo una soluzione ai problemi di principio della civiltà occidentale e ai nostri. 

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    Tags:
    politica, società, Economia, Occidente
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