15:58 28 Aprile 2017
    La bandiera dell'Armata Rossa sul Reichstag.

    Dove porta la "politica storica" dell'Occidente

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    Zinoviev Club
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    Zinoviev Club, Oleg Nazarov
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    Alla vigilia del 75° anniversario dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la rappresentante della Commissione Europea Marta Rayherts aveva dichiarato che il conflitto è stato scatenato dalla Russia.

    Il ministero degli Esteri russo ha bollato le sue affermazioni "come blasfemia traditrice, che cancella la linea tra il bene e il male ed offende la memoria dei 27 milioni di cittadini sovietici che hanno dato la vita per salvare il mondo dalla "peste nera".

    Gli obiettivi della "politica storica" degli Stati Uniti

    Esprimendo sintonia con le valutazioni del ministero degli Esteri, non dobbiamo dimenticare che non esce nulla di nuovo dalla bocca di uno dei politici europei di secondo piano, scarsamente distinguibili tra di loro per il pallore. Cinque anni fa, alla vigilia del 70° anniversario dell'inizio della Seconda guerra mondiale, in Occidente e in alcune ex repubbliche sovietiche era stata implementata una massiccia campagna di propaganda antisovietica ed antirussa. Le tesi sulla parità delle responsabilità dell'Unione Sovietica e della Germania per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale uscivano da quasi ogni portone europeo. Fino ad oggi questo tipo di dichiarazioni e risoluzioni si buttano come spazzatura da un sacco dell'immondizia. Calunniare i combattenti morti contro il nazifascismo nella "civile Europa" è diventata una moda e un nuovo "valore".

    Veterani della seconda Guerra Mondiale alle manifestazioni del 9 maggio 2014 in Crimea.
    © Sputnik. Artyom Kreminskiy
    Veterani della seconda Guerra Mondiale alle manifestazioni del 9 maggio 2014 in Crimea.

    Rivelando le cause di questo fenomeno, Oleg Shishkin ha giustamente osservato: "Ipotizzare che i politici, politologi e gli avvoltoi della stampa di ogni genere improvvisamente si siano allontanati dalla storia e si siano adoperati per la ricostruzione della verità storica e che "non possano mangiare", è in grado solo una persona estremamente ingenua. Non siamo innanzi a ricerche storiche, ma alla "politica storica". Di conseguenza la revisione della storia della Seconda Guerra Mondiale non è un problema storico, ma politico e più precisamente geopolitico…

    Riscrivere la storia della Seconda Guerra Mondiale è uno degli strumenti per realizzare il progetto di un mondo unipolare, di un nuovo ordine mondiale.

    Il progetto è legato agli interessi strategici delle influenti forze dell'Occidente. Pertanto la scommessa nel "gioco storico" non è il denaro nè pezzi di territorio, ma il futuro della Russia come Stato sovrano, civiltà indipendente e centro politico. Anche se, in caso di successo, il denaro e il territorio naturalmente ci verranno tolti."

    Se lo permetteremo, ci verranno tolte le risorse naturali. Le dimensioni e la struttura della popolazione verranno portate ai parametri ottimali secondo il punto di vista di Washington. La Federazione Russa verrà divisa in "feudi indipendenti".

    Il sistema Yalta-Potsdam delle relazioni internazionali è frutto dell'esito della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945 il ruolo decisivo dell'Unione Sovietica nella sconfitta della Germania nazista e dei suoi alleati non è stato contestato da nessuno, compresi gli Stati Uniti e il Regno Unito. Come uno dei creatori del sistema Yalta-Potsdam, l'Unione Sovietica non era solo uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ma il principale rivale degli Stati Uniti nel mondo. Quel ruolo l'Urss lo ha conservato fino al suo scioglimento.

    Yalta (Crimea) conferenza dei leader alleati.
    © Sputnik.
    Yalta (Crimea) conferenza dei leader alleati.

    All'inizio degli anni '90, dopo essersi sbarazzata di un concorrente, Washington ha preso la strada per la costruzione di un mondo unipolare. Anche se la Russia era rimasta debole, era tuttavia un ostacolo sulla strada intrapresa dagli USA. Per modificare lo status del nostro Paese sulla scena mondiale, è stata avviata una campagna per riscrivere la storia della Seconda Guerra Mondiale. I vincitori del fascismo sono dipinti in Occidente come aggressori e responsabili della guerra. Insegnano la storia della Seconda Guerra Mondiale in modo tale che non risulta essere una sorpresa che molti studenti americani ed europei non sappiano chi abbia combattuto tra il 1939 e 1945. Ma sicuramente sanno che è l'Occidente, e non qualcun altro, ha salvato il mondo dal fascismo!

    La politica storica dei Paesi dell'Europa orientale

    Ruoli determinati da Washington nel gioco geopolitico globale degli Stati Uniti sono ricoperti dai Paesi dell'Europa orientale. I loro leader si prodigano per dimostrare agli americani la loro fedeltà e disponibilità per infangare la Russia e i russi, persino a loro danno!

    L'impeto caratteristico delle élite dei Paesi neo-membri della NATO, il comando dell'Alleanza Atlantica naturalmente lo utilizza per i suoi scopi. Ma l'atteggiamento sprezzante verso i Paesi dell'Europa orientale di tanto in tanto viene fuori. Nel maggio 2014 in Lettonia fece scandalo il comportamento dei marinai della NATO a Ventspils. Ecco quello che ha scritto il sindaco Aivars Lemberg in una lettera al segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen:

    "I marinai della NATO a Ventspils si comportano come maiali, ignorando le leggi della Lettonia e le norme del distretto speciale di Ventspils. Ubriachi urinano in luoghi pubblici e nelle vetrine, vomitano e bevono alcol in strada, cosa vietata. Hanno persino strappato i fiori delle aiuole per regalarli alle prostitute. Si comportavano come occupanti che non riconoscono la sovranità della Lettonia e delle sue leggi."

    Gli sfoghi hanno grande valore. Dopo tutto i politici dell'Europa, in particolare della cosiddetta "Nuova", sono raramente così schietti. Non capisco una cosa: che tipo di sovranità della Lettonia aveva in mente il sindaco di Ventspils? Ai tempi della "perestroika", lo slogan della lotta per l'indipendenza era ampiamente utilizzato dai politici baltici in corsa per prendere il potere lasciato vacante dall'Unione Sovietica. Dopo l'indipendenza, hanno immediatamente ceduto alle lusinghe della UE e degli USA. Ora sono sorpresi che gli uomini della NATO si comportino come invasori. Piangono sul latte versato… 

    Tuttavia la "politica storica" delle élite dell'Europa orientale con lo sguardo ad Occidente risolve i suoi compiti. Il più importante è conservare il potere e la proprietà derivante dal saccheggio "dell'eredità sovietica". "La politica storica" deve dare fatti ed argomenti a favore delle posizioni antirusse dei separatisti che hanno preso il potere nelle ex repubbliche sovietiche.

    Tutto ciò che capita tra le mani "fa brodo". Cinque anni fa l'allora presidente dell'Ucraina Viktor Yushchenko celebrò il 350° anniversario della battaglia di Konotop, molto lontana dall'essere una delle battaglie più importanti della guerra russo-polacca del 1654-1667. Il prossimo settembre la leadership della Lituania si prepara a celebrare il 500° anniversario della battaglia di Orsha, in cui le forze alleate del Granducato di Lituania e del Regno di Polonia sconfissero le truppe della Voivoda di Ivan Chelyadnin e Mikhail Bulgakov-Golitsa. Non importa se a Smolensk i polacchi e lituani accusarono una grave battuta d'arresto e la guerra russo-lituana continuò per altri otto anni. La vittoria di Orsha era stata vanificata.

    Non vi è dubbio che gli storici ucraini e baltici continuino a sudare sette camicie alla ricerca di un evento storico, in cui il loro popolo abbia affrontato l'esercito russo. Hanno un altro compito importante: "sbianchettare" i collaborazionisti alleati dei nazisti che hanno giurato fedeltà ad Adolf Hitler, führer del Terzo Reich. Non a caso le autorità ucraine hanno dedicato una commovente attenzione a partire dall'inizio degli anni '90 all'Esercito Insurrezionale Ucraino e ai combattenti della divisione "Galizia". E' comprensibile la premura delle autorità estoni per i veterani della 20° Divisione Grenadier delle Waffen SS e dei loro colleghi lettoni per i reduci delle divisioni dalla 15° alla 19° dei granatieri delle Waffen SS. Dopo tutto erano "patrioti del loro Paese" che avevano lottato contro "l'occupazione sovietica". Come i punitori ucraini e baltici abbiano massacrato la popolazione civile sul territorio di Russia, Bielorussia e Polonia ora si può non ricordare…

    La mia risposta alla domanda su chi abbia a lungo preparato la Seconda Guerra Mondiale e alla fine l'abbia fatta scoppiare l'ho data nell'articolo "Sulle tracce dei collaboratori nazisti". Dopodichè il giornale "Rossiyskaya Gazeta" ha pubblicato un articolo di Leonid Radzikhovsky, in cui ha rassicurato i suoi lettori che nell'agosto del 1939 Stalin fece in modo di "spartirsi il bottino con Hitler".

    In realtà riguardava con chi Hitler avrebbe combattuto dopo la sconfitta della Polonia. La firma del patto Molotov-Ribbentrop risolse la questione a nostro favore, nel senso che la Wehrmacht marciò verso ovest, mentre l'Urss guadagnò tempo per prepararsi alla battaglia decisiva con la Germania e liberarsi della minaccia di una guerra su due fronti: il conflitto armato contro il Giappone su Khalkhin Gol era ancora in corso.

    Dieci anni fa in una intervista che feci con Alexander Alexandrovich Zinoviev per "Literaturnaya Gazeta" questi mi disse:

    "La Seconda Guerra Mondiale era socialmente eterogenea. Conteneva due tipi di guerra: per la spartizione del mondo e sociale. Questa è una guerra tra due sistemi sociali, tra comunismo e capitalismo."

    La guerra della Germania nazista contro l'Unione Sovietica era in realtà un tentativo dell'Occidente di schiacciare la società comunista in Urss. Tuttavia la guerra sociale è la parte principale e fondamentale della Seconda Guerra Mondiale. Infine non è stata una guerra con responsabilità ripartite tra i partecipanti al conflitto. L'iniziativa è partita dall'Occidente." 

    Oleg Nazarov
    © Foto: Alexander Zinoviev Biographical Institute archive
    Oleg Nazarov

     

    Oleg Nazarov, Dottore in Scienze Storiche e membro del Club Zinoviev dell'agenzia russa di stampa internazionale "Rossiya Segodnya"

     

     

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    Tags:
    Politica Internazionale, NATO, Europa orientale, Europa, Russia
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