Figurine Panini

Mondiali, in Uruguay scoppia la caccia alle figurine Panini

© Sputnik . Juan Ignacio Mazzoni
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Nei tre mesi che precedono i Mondiali di calcio in Uruguay scoppia la caccia alle figurine Panini. E questo fenomeno colpisce indistintamente tutti gli uruguaiani: bambini e adulti, giovani e anziani, donne e uomini.

Se in questo momento faceste una passeggiata lungo viale 18 luglio, la strada principale di Montevideo, vi imbatterete in numerose bancarelle che vendono le figurine Panini dei Mondiali. Questa situazione ricorre ogni quattro anni, 100 giorni prima dell'inizio di ogni campionato del mondo. L'Uruguay infatti è tra i paesi con il più alto livello di vendite pro capite di figurine del mondo e il più alto numero di album completi. Lo ha detto a Sputnik Mundo Nicolas Lerner, responsabile commerciale Panini.

"L'album della Coppa del Mondo FIFA non è solo per bambini. Ci sono anche tanti adulti che fanno la collezione. Non sono solo uomini, il 30-40% dei collezionisti sono donne. Perfino i nonni. E coloro che nella vita ordinaria si vergognerebbero ad ammettere di comprare le figurine, adesso ne sono orgogliosi", sostiene Lerner.

Egli ha osservato che gli album delle figurine uniscono la società, perché "non fa differenza del livello socio-economico, sesso o età".
La tradizione risale alla fine del XIX secolo, quando le prime immagini dei giocatori di calcio apparvero nei pacchetti di sigarette importate dall'Argentina o dall'Inghilterra, spiega Lerner.

Le aziende produttrici di tabacco sono entrate in una forte concorrenza all'interno di questa strategia di marketing, ma a un certo punto hanno smesso di mettere le figurine nei pacchetti di sigarette. Quindi hanno iniziato a comparire nelle caramelle, e poi hanno iniziato a venderle sulle bancarelle.

"Qui, in Uruguay, c'erano almeno 700 album per figurine, senza contare tutte le raccolte senza album, di cui oltre 150 sono associate al calcio", afferma il manager Panini.

Il primo album dedicato alla Coppa del Mondo è stato quello uscito per i Mondiali del Messico del 1970. Il primo album ufficiale pubblicato in Uruguay è stato invece quello dei Mondiali Francia ‘98. La strategia aziendale della Panini in Uruguay si basa sulla vendita di prodotti in tutto il paese, in oltre 19.000 punti vendita. Questo risultato è ottenuto attraverso la partnership con un'azienda che produce alfajores, un prodotto dolciario tradizionale del Sud America.

"È una leggenda che ha trenta o quaranta anni. Ho parlato con i collezionisti per capire da dove venisse. Dicono che è successo negli Anni 50-70. La gente del posto realizzava le figure in casa e le vendeva da un furgone. Tutto era fatto a mano", racconta Lerner.

Allo stesso tempo, una figurina è stata creata in serie limitatissima in modo che fosse difficile possederla. " Era molto difficile completare l'album; solo una persona su due o tremila ci riusciva".

Secondo il manager di Panini, questa strategia è completamente estranea alle attività della società fino ad oggi. Oggi il processo di stampa avviene in quantità uguali e ogni figurina viene impacchettata secondo un principio casuale.

"Per noi è importante che i collezionisti possano completare l'album: più i clienti sono soddisfatti, migliore è il business. Altrimenti, il processo è irto di delusioni", ha concluso Lerner.

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panini, figurine, Collezione, Mondiali, calcio, sport, uruguay
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