21:55 19 Settembre 2020
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Se pensate che lo facciano perché il noto social ci controlli troppo e filtri i contenuti non graditi al ‘mainstream’ vi sbagliate di grosso. Lo fanno per il motivo opposto – perché secondo loro ci controlla poco e censura poco.

Tempi duri (relativamente parlando) per Mark Zuckerberg. Dopo l'udienza di fronte al Congresso degli Stati Uniti e lo scandalo di Cambridge Analytica alla fine del 2019, ora parte la campagna 'Stop Hate For Profit' che sembra guadagnare man mano follower di sempre più alto livello, tra gli ultimi Kim Kardashian e Leonardo DiCaprio.

Diverse celebrità hanno comunicato la loro decisione di congelare le loro attività sui loro account di social media Instagram e Facebook (entrambi controllati da Zuckerberg), al fine di prevenire la proliferazione dell'odio su queste piattaforme.

Questa decisione fa parte della campagna #StopHateForProfit (Basta Odio Per Profitto), creata nel giugno 2020 da sei organizzazioni tra cui ADL (l'Anti-Defamation League), l'Associazione nazionale per l'avanzamento delle persone di colore (NAACP), Sleeping Giants, Color Of Change, Free Press e Common Sense.

Secondo queste organizzazioni per i diritti civili, Facebook non starebbe facendo abbastanza per fermare la disinformazione e le campagne di odio.

Questo è il motivo addotto da Kim Kardashian West quando ha comunicato ai suoi oltre 188 milioni di follower che "la disinformazione condivisa sui social network ha un grave impatto", quindi il suo account sarebbe stato congelato per 24 ore a partire dal 16 settembre.

"Non posso sedermi e rimanere in silenzio mentre queste piattaforme continuano a consentire la diffusione di odio, propaganda e disinformazione, creati da gruppi per seminare divisione e dividere l'America", ha scritto la Kardashian.

La star di reality e imprenditrice non è l'unica che ha intenzione di unirsi al congelamento di 24 ore, anche Leonardo DiCaprio, Sacha Baron Cohen, Jennifer Lawrence, Katy Perry e Ashton Kutcher si sono espressi a favore della campagna, perché ritengono che l'azienda non faccia abbastanza per fermare i gruppi che diffondono odio.

#StopHateForProfit ha già colpito le casse di Zuckerberg, costringendo diverse aziende a interrompere la pubblicità a pagamento su questi social network. Più di 90 aziende hanno aderito a questo boicottaggio, costandogli più di 7,2 miliardi di dollari secondo le informazioni della BBC.

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