Il tocco del campione

Lothar, il campione lo vedi dal tocco

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Alessio Trovato
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Sarà stato per colpa dell’acidità di stomaco dopo l’eliminazione ai mondiali, sarà il virus della russofobia che provoca febbri alte e cadute di lucidità, sarà chi lo sa, fatto sta che l’incidente accorso al giornale tedesco ‘Bild’ nei giorni scorsi è, metafora calcistica alla mano, un vero e proprio autogol.

Tutto è iniziato la settimana scorsa quando l'ex calciatore tedesco capitano della nazionale Lothar Matthäus, vero guru del calcio mondiale con un titolo mondiale vinto da capitano (1990) e ben 5 mondiali in tutto giocati, in occasione in una delle tante manifestazioni a corollario del mondiale russo, si è lasciato andare, pensate un po', a una amichevole e cordiale stretta di mano con quello che il giornale tedesco evidentemente considera il grande nemico — Vladimir Putin.

Lothar Matthäus all'incontro con Infantino
© Sputnik . Sergej Gunejew
Lothar Matthäus all'incontro con Infantino

Pensate, che scandalo! Questo deve aver pensato il redattore capo della Bild in persona — Julian Reichelt — che non ha potuto trattenersi dal titolare a tutta pagina:

"Lothar non doveva stringere quella mano insanguinata" e poi nel corpo dell'articolo frasi che rimarranno nella storia della russofobia mondiale tipo "… i peggiori regimi del mondo si comprano questi tornei approfittando delle proprie illimitate disponibilità economiche".

Non è chiaro se questo ultimo passaggio volesse significare che la Russia è un Paese dalle risorse illimitate (che fortunati i russi) oppure che anche USA e Canada, assegnatari insieme a Messico del mondiale 2026, sono tra ‘i peggiori regimi del mondo (cit.)', sicuramente però è chiaro che polemiche del genere, più che da autorevole editoriale, siano parse a molti come sfoghi adolescenziali del tipo — Putin è brutto e cattivo e noi in Russia dopo la partita al Kazan Arena e quella a Stalingrado non ci giochiamo più!

Poteva Lothar il campione, il vecchio lupo che non perde il pelo e neppure il tocco, non approfittare di questa palla persa a centro campo dall'ingenua difesa della Bild? No di certo, ma la classe non sta nell'inutile ‘tiki-taka' o nel dribbling ubriacante ma inutile, Lothar era tipo da gioco concreto, preciso e senza fronzoli, la risposta è stata quindi come una di quelle sue giocate dei bei tempi: una semplice foto postata su Twitter raffigurante l'ex Direttore proprio della Bild, Kai Diekmann, ed il vice Nikolaus Blome insieme indovinate un po', proprio a Putin. Nella foto Blome stringe la mano al Presidente e Diekmann posa in perfetta armonia.

In breve tempo agli appena 80 like ottenuti dalla versione twitter dell'articolo Bild rispondevano i 1.400 like del tweet di Lothar, non parliamo dei commenti.

Alla mischia in area si è voluto inserire a gamba tesa anche lo stesso Diekmann sentitosi chiamato in causa minacciando, pensate un po', l'ex capitano della Nazionale, nonché a sua volta colonnista dello stesso giornale Bild, di una multa per aver pubblicato… una foto della quale non deteneva i diritti di autore. Potete solo immaginare il putiferio scatenato da questa assurda querelle sui social e potete immaginare le ossa rotte con le quali ne sia uscito il giornale transalpino.

La lezione di questo episodio è forse anch'essa una metafora calcistica, tanto per rimanere in tema — oggi, proprio come il tifoso allo stadio non si fa più incantare dalla giocata fine a sé stessa, il dribbling o la robona, così il lettore moderno non ci sta più allo slogan, il luogo comune o il partito preso, vuole argomenti, gioco chiaro, finalità, coerenza. Una vera sfida per tutto il mondo dell'informazione, beninteso, noi compresi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
calcio, Mondiali di calcio 2018, FIFA, Lothar Matthaus, Gianni Infantino, Germania, Mosca, Russia
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