La nazionale australiana di calcio

Mondiali 2018: la nazionale australiana agli occhi di un tifoso

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Oleg Dmitriev, tifoso da 40 anni e editorialista di Sputnik, offre uno sguardo non enciclopedico sulle nazionali partecipanti ai Mondiali di calcio in Russia. Questo articolo è dedicato alla nazionale australiana di calcio, inserita nel gruppo C.

Sono soprannominati Socceroos dall'unione delle parole inglesi soccer (calcio) e kangaroo (canguro). E per fortuna negli ultimi anni i "canguri del calcio" fanno felici i tifosi non solo per questo loro nome.

Una prova di questo l'hanno data giusto un anno fa, alla FIFA Confederation Cups 2017, quando dagli spalti dell'Otkrytie Arena di Mosca ho potuto vedere il gioco tenace e aperto con cui l'Australia ha strappato un pareggio a una delle favorite del torneo di un anno fa, il Cile, e questo ha fatto loro guadagnare il rispetto dei tifosi russi.

Ciò non toglie che il calcio europeo continua a fare molta fatica a farsi largo in Australia: è meno popolare del rugby e del football australiano, sport in cui giocano in un campo ovale con delle porte sorprendentemente ampie. E infatti in quello sport anche i punti sono doppi.

Il cambio di vedute degli australiani nei confronti del calcio avvenne nel 1956 durante i Giochi olimpici di Melbourne ai quali, tra l'altro, vinse la nazionale dell'URSS. Subito dopo il grande evento nel Paese cominciarono a nascere associazioni e si costruirono i primi campi rettangolari. Ma questo non ebbe influssi sulla nazionale che continuava tranquillamente a giocare a livello continentale con la Nuova Zelanda, le Figi e le Isole Salomone e non spiccava per particolari qualità. La prima apparizione degli australiani ai Mondiali, in Germania nel 1974, fu piuttosto figlia  del caso.

Il punto di svolta ci fu "a cavallo fra i due secoli". Lo sviluppo delle scuole calcistiche portò i calciatori del Continente verde a giocare anche nei club inglesi. I più famosi tra loro furono il portiere Mark Schwarzer e il centrocampista Tim Cahill. Proprio loro furono i capitani della squadra che partecipò ai Mondiali del 2006.

Qui per correttezza dobbiamo menzionare il nome del "mago" che per la prima e ultima volta nella storia fece qualificare l'Australia ai Mondiali. È Guus Hiddink che due anni dopo portò la Russia alla semifinale degli Europei.

Oh, e come correvano allora! Giro di palla veloce e a tutto campo, pieno controllo della situazione. Con questo spirito riuscirono a battere il Giappone e a pareggiare con la Croazia. Il gol storico fu segnato da Harry Kewell.

Con il Brasile, però, questo stile non fu sufficiente. L'Australia perse 0:2. Non portò fortuna il soprannome di "canguri del calcio" nemmeno agli ottavi di finali con i futuri campioni del mondo, gli azzurri dell'Italia: Cannavaro & co. vinsero solo grazie a un calcio di rigore molto controverso a tempo scaduto.

Anche grazie a quel mondiale in molti nei palazzi del calcio capirono che la nazionale australiana aveva superato gli standard dell'Oceania. Quindi le fu permesso di partecipare ai tornei asiatici, il che rese queste competizioni altamente spettacolari. Nel 2015 i canguri a dimostrazione della propria forza vinsero la Coppa d'Asia, battendo il Giappone in finale.

La squadra al momento è piuttosto buona: ci sono pochi nomi famosi ma comunque figurano calciatori della Premiere League e del Campionato inglese, ma anche da rinomati club europei come il Feyenoord Rotterdam.

Questa volta l'Australia ha avuto fortuna con l'allenatore. Prima dei Mondiali in Russia ct dei Socceroos è diventato Bert van Marwijk, colui che nel 2010 con l'Olanda si è piazzato secondo ai Mondiali in Sud Africa, mentre nella fase di qualificazione ha occupato con successo la panchina dell'Arabia Saudita. Proprio per questo ora i tifosi aspettano con impazienza "la seconda venuta di un olandese"  sulla panchina dell'Australia e sognano un'exploit..

Chissà che a qualcuno degli avversari del gruppo C (Francia, Danimarca e Perù) non resti indigesto il "calcio tecnico" giocato dai canguri. 

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