Esibizione della Danimarca alla cerimonia di chiusura della Confederations Cup 2017

Mondiali in Russia: la nazionale danese agli occhi di un tifoso

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Oleg Dmitriev, tifoso da 40 anni e editorialista di Sputnik, offre uno sguardo non enciclopedico sulle nazionali partecipanti ai Mondiali di calcio in Russia. Questo articolo è dedicato alla nazionale danese, inserita nel gruppo C.

FC Copenhagen, FC Midtjylland, Odense BK, Brøndby IF, Lyngby BK: questi sono alcuni dei nomi dei club danesi ben noti ai tifosi dell'ex URSS. Le squadre del regno di Danimarca erano ospiti assidui sui campi dell' Europa dell'Est per le partite di coppa. I danesi, di norma, sono dei duri ma a livello di club non hanno mai ottenuto grandi successi.

E qui sta il paradosso: il calcio è lo sport più popolare in Danimarca. Ma i danesi per molti anni hanno considerato questo sport uno svago. E il calcio professionistico si è sviluppato solo negli anni '70. Finora la nazionale danese ha sbaragliato la concorrenza solo se aveva giocatori molto talentuosi che si erano fatti strada attraverso il complesso sistema del calcio amatoriale.

Simonsen, il "principe danese"

La prima rondine fu Allan Simonsen che giocò per il Borussia Dortmund e poi per il Barcellona. Le sue fotografie comparvero anche sulla rivista Sovetsky sport e sul settimanale Futbol-Hockey. Dalle fotografie e dalle mie letture capii che Simonsen aveva una spettacolare percezione del campo, sapeva sempre quale posizione assumere in campo per portare a termine un attacco. Queste sue qualità gli permisero di diventare il miglior calciatore d'Europa nel 1977 e di vincere per ben due volte la Coppa UEFA e una volta la Coppa delle Coppe.

Intorno a Simonsen cominciò a formarsi una nuova squadra. E i danesi divennero di moda nei club europei. Pensiamo a Preben Elkjær, eroe del Verona campione d'Italia, Morten Olsen e Michael Laudrup, autore del gol che diede la Coppa Intercontinentale del 1985 alla Juventus. Un anno prima del resto la Danimarca stupì tutto il continente arrivando in semifinale agli Europei di Francia 1984.

Nella fase eliminatoria dei Mondiali del 1986 la nazionale danese sfidò l' Unione Sovietica. Era una squadra forte e bilanciata. Per i calciatori sovietici guidati da Eduard Malafeev fu molto difficile superare l'impenetrabile difesa danese. Tanto più che nella prima partita l'URSS perse 2:4. Al ritorno però, allo stadio Luzhniki di Mosca, l'URSS giocò modo organizzato. E alla fine del secondo tempo la stella del calcio sovietico del tempo, Oleg Protasov segnò un gol dalla lunga distanza che diede l' 1:0 ai sovietici. Alla fine proprio l'URSS e la Danimarca si qualificarono alla fase finale del mondiale di Messico l'anno dopo.

In quella competizione il destino delle due squadre si rivelò simile. Nel girone entrambe le nazionali ottenero delle promettenti goleade: l'URSS schiacciò l'Ungheria 6:0, la Danimarca fece lo stesso con l'Urugay, 6:1. Ma già agli ottavi di finale le due squadre furono mandate a casa.

Campioni per caso

Dopo queste competizioni la Danimarca giocò in modo mediocre, perdendo una partita di qualificazione dopo l'altra. Nel 1991 non ebbe successo nemmeno alle qualificazioni per gli Europei: lasciò passare l'allora fiammeggiante squadra della Jugoslavia.

Tuttavia proprio nel 1991 la Jugoslavia cominciò a disgregarsi. Nei Balcani scoppiò la guerra civile. Perciò la UEFA decise di sostituire la Jugoslavia con la Danimarca.

Nella fase preliminare la Danimarca fu seconda solo alla squadra di casa, la Svezia, e pareggiò con l'Inghilterra. Al tempo nella nazionale danese spiccavano Brian Laudrup, fratello minore di Michael, e il giovane portiere Peter Schmeichel, in seguito stella del Manchester United e del calcio mondiale. Senza di lui la nazionale tedesca avrebbe pareggiato in finale. Tutto andò come in una favola. La Danimarca vinse 2:0 vincendo un torneo al quale non doveva nemmeno partecipare.

Nuove promesse e vecchi problemi

Dopo quello che era successo cominciarono a considerare di più la Danimarca. Tuttavia la squadra dovette aspettare il 1998 per avvicinarsi all'Olimpo calcistico: in Francia arrivò ai quarti di finale e subì una sonora sconfitta contro il Brasile.

Dopo finì di nuovo nel dimenticatoio. Vi ricorderete della Danimarca nel 2004 agli Europei portoghesi, quando pareggiò con i loro vicini svedesi e mandò a casa l'Italia di Trapattoni. Molti considerano ancora oggi quella partita decisa a tavolino. La Danimarca non ottenne grandi soddisfazioni neanche in Sudafrica nel 2010: la vittoria contro il Camerun fu l'unico successo di cui si possono vantare gli scandinavi in quell'occasione.

Questa è la storia della nazionale danese, intervallata da cicli di successo e da altri meno memorabili. Nelle qualificazioni per gli Europei del 2016 la Danimarca si arrese dopo aver combattuto alla pari contro la Svezia e, in particolare, contro un giocatore, l'attaccante Zlatan Ibrahimovich che a fine partita non mancò di girare il coltello nella piaga dicendo: "Ho mandato in pensione l'intera Danimarca".

In pensione, però, non ci andarono tutti: Simon Kjær gioca nel Siviglia, Christian Eriksen è centrocampista nel Tottenham e Kasper Schmeichel, figlio di Peter, sostituisce il padre come portiere. Quindi per le altre nazionali dal gruppo C (Francia, Perù, Australia) sconfiggere la Danimarca non sarà una passeggiata. 

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calcio, Mondiali di calcio 2018, Danimarca
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