Un tifoso portoghese

Mondiali in Russia: la nazionale del Portogallo agli occhi di un tifoso

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Oleg Dmitriev, tifoso da 40 anni e editorialista di Sputnik, offre uno sguardo non enciclopedico sulle nazionali partecipanti ai Mondiali di calcio in Russia. Quest’articolo è dedicato alla nazionale portoghese, attuale campione d’Europa.

Una considerazione per iniziare: non è del tutto corretto identificare la nazionale portoghese con Cristiano Ronaldo, il miglior giocatore al mondo che ha mostrato senza sosta la sua professionalità sia al Real Madrid sia nella nazionale. In Portogallo ci sono varie scuole calcistiche. Due club, il Benfica e lo Sporting di Lisbona, sono partecipanti fissi degli eventi a livello europeo.

Ma anche altre squadre non sono da meno. A riprova di ciò nella cinquina delle migliori squadre del campionato portoghese del 2018 figura il Maritimo della lontana isola Madeira. Ma ad ogni modo sono le personalità che compongono la nazionale portoghese ad essere importanti. E la storia l'ha dimostrato varie volte.

"La pantera nera" e suo cugino

"La pantera nera" è Eusébio. È proprio così che ai tempi dell'URSS chiamavano il nativo del Mozambico, allora colonia portoghese, Eusébio da Silva Ferreira. Era l'"uomo-ariete". Grazie alle sue grandi capacità atletiche era in grado di attraversare da solo tutta la difesa avversaria e calciare in porta. Tutti i successi del Benfica di quel periodo sono legati alla "pantera nera", come lo chiamavano i suoi tifosi portoghesi.

Eusébio fu anche il primo africano ad aver un ruolo di spicco nello sviluppo del calcio europeo e mondiale. Divenne l'attaccante di punta della fortissima nazionale portoghese ai Mondiali del 1966 in Inghilterra. Nella partita conclusiva del torneo a gironi a perdere fu il Brasile capitanato da Pelé (in quella partita il "re del calcio" si infortunò al ginocchio).

Poi seguirono i leggendari anni di Eusébio ai quarti di finale contro la Corea del Nord e la bella partita della "pantera nera" contro l'Inghilterra, che i portoghesi non riuscirono a battere. Ma quel campionato si chiuse per loro in maniera positiva. Nella partita contro l'URSS il primo gol al 12° minuto su calcio di rigore fu segnato proprio da Eusébio. Fu l'ultimo dei nove palloni segnati dal miglior cannoniere dei Mondiali.

Questa fu la prima e ultima apparizione della "pantera nera" in competizioni mondiali. Alla fine degli anni '70 la sua fama piano piano si dissolse. Di lui ci si ricordava nell'URSS principalmente grazie ai successi musicali e nel ballo di suo cugino Afric Simone, interprete della celebre hit Hafanana.

Piccole soddisfazioni di fine secolo

In seguito il Portogallo partecipò raramente alle grandi competizioni calcistiche. La prima "scintilla" furono gli Europei del 1984 ai quali la nazionale lusitana partecipò grazie all'arbitro. Nella partita di qualificazione nell'aprile 1983 la nazionale capitanata dal brillante attaccante Joao Pinto subì una sconfitta schiacciante contro l'URSS, 5 a 0. Ma un anno e mezzo dopo alle qualificazioni ai portoghesi bastò vincere con il punteggio minimo nella partita in casa. Vinsero grazie all'esperta caduta di uno dei portoghesi nell'area di rigore del portiere Rinat Dasaev. L'arbitro non notò il fallo e la strada verso gli Europei per i calciatori sovietici si interruppe lì. Joao andò in porta con il calcio di rigore.

Il Portogallo ebbe molte gioie in quel torneo a partire dai pareggi contro la Germania Ovest e la Spagna. Poi grazie a una risicata vittoria contro la Romania finì in semifinale contro la Francia che in quel momento aveva una splendida nazionale in cui giocavano Platini, Giresse, Fernandez e Tigana. I portoghesi fecero ciò che poterono. Grazie al portiere Paulo Bento e ai difensori il Portogallo riuscì a portare il gioco ai supplementari. Ma proprio verso la fine la bravura della Francia venne fuori. Nonostante tutto, il bronzo fu un magnifico risultato per quella squadra.

Il successivo momento di prosperità del Portogallo cominciò negli anni '90 grazie all'impeccabile lavoro svolto dalle varie scuole calcistiche. I campioni d'Europa della fine degli anni '80 — inizio anni '90 crebbero e cominciarono a dare un tono al calcio europeo in quella pleiade di giocatori talentuosi come Luis Figo, Rui Costa e il portiere Vitor Baia. Ma l'intesa non bastò alla squadra. Il Portogallo, infatti, arrivò alla semifinale degli Europei del 2000 e perse nuovamente contro la Francia.

Un fiasco in casa e la semifinale tedesca

Nel 2004 gli Europei si tennero proprio in Portogallo. E la nazionale era considerata la favorita del campionato. Luiz Felipe Scolari, l'allenatore del Brasile, riuscì a mettere insieme un gruppo abbastanza compatto di giocatori vecchi e nuovi. Al gruppo degli "anziani" si aggiunsero con buoni risultati Maniche e Hélder Postiga. Tuttavia il trionfo non arrivò. Nella finale in casa non vinse la nazionale ospitante, ma la nazionale greca che aveva eretto una sorta di muro di cemento davanti alla sua porta.

Quella sconfitta fu compensata nei tre mesi successivi quando durante la fase eliminatoria dei Mondiali in Germania il Portogallo distrusse letteralmente la Russia 7 a 1. Quella partita per molti russi passò alla storia con il nome di "disonore notturno": l'allenatore Georgij Jarcev dopo il sesto gol bruciato andò su tutte le furie, se ne andò negli spogliatoi e poi diede le dimissioni.

Il Portogallo arrivò ai Mondiali armato fino ai denti. La fase preliminare la superò senza problemi. Poi grazie al giovane Cristiano Ronaldo sconfisse l'Olanda e l'Inghilterra.

Dei quarti di finale del 2006 vale la pena di parlare in modo approfondito. Perché il giovane e bello amante delle donne e della modella russa Irina Shayk non si comportò molto bene. Nel secondo tempo l'inglese Wayne Rooney, compagno di squadra di Ronaldo al Manchester United, infranse delle regole. E Cristiano si mise letteralmente a implorare l'arbitro di squalificare Wayne. L'arbitro argentino Elizondo concordò con Ronaldo. Dopo questo episodio venne visto di cattivo occhio dai tifosi inglesi.

La semifinale non diede al Portogallo grandi gioie. E di nuovo furono sconfitti dalla Francia. Questa volta dopo il rigore di Zinédine Zidane.

Non di solo Ronaldo…

Nell'ultimo decennio la nazionale portoghese è stata capitanata da Cristiano. Un giocatore dotato di una spettacolare velocità e da un'abilità fenomenale nel dribbling che ha fatto innamorare di sé tutto il mondo calcistico. Ma il suo personaggio continuava ad essere mal visto. Nei momenti clou si è fatto carico in modo del tutto ingiustificato dell'intera partita a danno dei suoi compagni di squadra. Qualche volta a causa di questo atteggiamento la nazionale non riuscì ad accedere a grandi competizioni come i Mondiali del 2014. La nazionale fu eliminata nella fase a gironi sconfitta dalla Germania e superata dagli USA.

Due anni dopo in Francia agli Europei tutto fu chiaro: Ronaldo era il leader incontrastato della squadra ma senza altri giocatori di talento in campo non poteva fare molto. Quando Cristiano non poté più proseguire la partita per un infortunio, cercò di sostenere in tutti i modi l'allenatore Fernando Santos. Ed ecco che questo grande incoraggiamento permise al giovane Eder di fare un gol ai francesi, eterni rivali dei portoghesi.

Alla vigilia dei Mondiali in Russia si può già dire che la nazionale portoghese abbia un'ossatura forte: Bruno Alves, l'ex giocatore dello Zenit San Pietroburgo, e il capitano del Beşiktaş Ricardo Quaresma. Proprio Quaresma in quella partita che portò alla vittoria sulla Francia nel 2016 cominciò a svolgere il ruolo di capitano. Probabili cannonieri in Russia saranno l'attaccante André Silva del Milan e Joao Moutinho del Monaco.

Quello di cui sono capaci Ronaldo e company sarà chiaro a Saransk, la capitale della Mordovia, dove la nazionale portoghese si scontrerà con quella iraniana nell'incontro conclusivo della fase a gironi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
calcio, Mondiali di calcio 2018, Portogallo
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