I tifosi iraniani

Mondiali 2018: la nazionale iraniana agli occhi di un tifoso

© Sputnik . Vladimir Astapkovich
Opinioni
URL abbreviato
0 40

Oleg Dmitriev, tifoso da 40 anni e editorialista di Sputnik, offre uno sguardo non enciclopedico sulle nazionali partecipanti ai Mondiali di calcio in Russia. Questo articolo è dedicato alla nazionale di uno dei Paesi vincitori delle qualificazioni della regione asiatica.

Maggio 2011. Stadio Azadi nella periferia ovest di Teheran, la capitale della Repubblica Islamica dell'Iran. Afa estiva in piena regola. 120000 tifosi venuti ad assistere alla partita dell'Esteghlal, la squadra della capitale, nella Asian Champions League. Lo stadio è pieno fino a scoppiare. Io non avevo mai sentito un sostegno così forte da nessuna parte: le tribune incitavano la squadra dei "blu" con tale veemenza da provocare gli avversari, la squadra Al-Nassr dell'Arabia Saudita. Il fatto è che fra i sunniti della penisola araba e gli sciiti iraniani i rapporti non sono mai stati dei migliori.

"Qui manca qualcosa", pensai. A un tratto mi parve che nello stadio qualcosa non fosse al suo posto. E poi capii: tra i tifosi non vi era nessuna donna. "Non è consentito", mi dissero abbassando lo sguardo gli amici che mi avevano portato alla partita. E proprio in quel momento vidi sulla tribuna opposta i ritratti dei sommi leader della Repubblica Islamica dell'Iran che sembrava mi rivolgessero uno sguardo di rimprovero.

Quella partita la vinse l'Esteghlal, ma per ragioni legate alla classifica la squadra iraniana non proseguì. E in quel momento vidi con i miei occhi che un esercito di 120000 tifosi può disperdersi senza rumori, grida e pressioni in 10/15 minuti. Quella fu la partita più strana che io avessi mai visto in vita mia.

In Argentina per il pareggio

Per la prima volta si cominciò a parlare seriamente della nazionale dell'Iran nel 1978: al tempo molti si stupirono che questa squadra debuttasse in un campionato del mondo al quale prendevano parte solamente 16 squadre.

Nella prima partita contro i forti olandesi gli iraniani proprio all'inizio avrebbero potuto fare due gol. Ma poi la mancanza di esperienza si fece sentire. Persero quella partita 0:3. Furono battuti anche dai peruviani, 1:4.

E invece nella partita con la Scozia gli iraniani furono sia gli eroi sia gli antieroi. All'inizio uno dei difensori si fece autogol da una distanza di 15 metri in maniera quasi ridicola. Ma nel secondo tempo con un calcio d'angolo l'Iran riuscì a pareggiare. Anche un solo punto in Argentina fu secondo molti giornalisti ed esperti un risultato incredibile.

Calcio politico

La volta successiva la nazionale iraniana si presentò al campionato del mondo solo 20 anni dopo. Nel 1998. Ma si parlò di questa squadra molto di più della volta in Argentina. E la questione non era solo calcistica. Molti aspettavano con interesse la partita fra "nemici politici giurati", l'Iran e gli USA. Nessuno si aspettava che vincessero perché nel loro gruppo vi erano squadre forti come la Germania e la Jugoslavia.

Quella partita passò alla storia del calcio iraniano. La squadra marcò gli avversari per quasi tutta la partita. E proprio grazie a questo pressing gli iraniani riuscirono a fare due bei gol. Mentre gli americani solo uno e solo negli ultimi minuti di partita. Fra gli iraniani spiccò Mehdi Mahdavikia, autore del secondo gol. In seguito giocò con risultati abbastanza buoni in squadre della Bundesliga tedesca dove ebbe grande successo fra i tifosi locali.

Subito dopo la fine di quella partita a Teheran vi furono grandi feste. Alcune persone mi confessarono che quello fu il momento più felice della loro vita.

L'era di Queiroz

Ai Mondiali del 2006 l'Iran non tenne a mente nulla: la nazionale perse contro il Portogallo e il Messico e pareggiò con la debole nazionale dell'Angola.

Ma nel 2011 nella nazionale cominciarono ad esserci dei cambiamenti legati soprattutto al nome del famoso selezionatore portoghese Carlos Queiroz il quale aveva vinto con il Manchester United e la nazionale portoghese. Lui guida la nazionale iraniana ancora oggi. Si tratta di un caso unico nella storia del calcio asiatico e africano. In questi Paesi mai nessuno è rimasto allenatore per 7 anni.

Queiroz riuscì a mantenere il calcio di potenza proprio dell'Iran e vi aggiunse un po' di velocità. Uno dei primi attaccanti della squadra è Sardar Azmoun, ben noto ai tifosi russi per le sue prestazioni al Rubin Kazan e al Rostov.

Nel 2014 l'Iran non fu di nuovo in grado di superare la fase a gironi dei Mondiali. Ma l'aria era comunque molto tesa. Durante la partita contro l'Argentina "Messi e company" non riuscirono a far gol all'Iran per 90 minuti. Ma ai supplementari l'Iran vacillò. Lionel Messi con un sensazionale tiro da lontano diede ulteriore conferma del proprio titolo di "re del calcio mondiale".

Cosa ci riserverà l'Iran ai Mondiali in Russia? Molto dipende dalla prima partita contro il Marocco. Se l'Iran vince, non è escluso che possa regalare emozioni nelle successive partite contro Spagna e Portogallo. Così almeno un certo Queiroz saprà cosa vuol dire giocare contro i propri connazionali.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
calcio, Mondiali di calcio 2018, Iran
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik