13:33 15 Maggio 2021
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Archeologi e ricercatori del Museo Nazionale di Danimarca avevano iniziato a cercare i resti di un vichingo e del suo corredo funebre rinvenuti oltre un secolo fa fin dal 1986, quando si erano resi conto di averli ‘persi’. In realtà tutti i preziosi reperti erano sempre rimasti al Museo e ben conservati, semplicemente erano stati etichettati male.

Si tratta di uno dei ‘ritrovamenti’ più importanti, ma anche più strani della Storia dell’archeologia danese. La vicenda inizia nel 1868, vicino al villaggio di Mammen nella Danimarca continentale.

Un proprietario terriero, un certo Laust Pedersen Skomager, impegnato in lavori di scavo nel suo fondo, aveva per caso scoperto una camera funeraria vichinga in legno.

Uno dei più importanti ritrovamenti in Danimarca, cui venne dato il nome di ‘tumulo Bjerringhøj’.

I reperti ritrovati vennero poi consegnati agli accademici che arrivarono in un secondo momento.

Un nuovo scavo nel 1986 determinò scientificamente che la sepoltura era avvenuta nel 970 o 971 d.C., durante l'età vichinga, ma recuperò solo pochi nuovi manufatti.

Quando i ricercatori cercarono i resti originali nel Museo Nazionale di Danimarca per aggiungere i nuovi reperti alla collezione principale, non riuscirono a trovarli. Nemmeno una ricerca nel 2009 negli archivi dell'Università di Copenaghen diede esito alcuno.

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Un uomo travestito da vichingo ad una rievocazione storica

Come quando trovi una cosa mentre ne cerchi un'altra

Tuttavia, dal 2018 Ulla Mannering del Museo Nazionale di Danimarca a Copenaghen e i suoi colleghi, hanno iniziato uno studio sui tessuti dell’era vichinga. Per fare questo hanno dovuto esaminare una quantità di altri resti e reperti. Tra questi hanno esaminato i resti di un altro tumulo, chiamato di Slotsbjergby.

La scatola archiviata conteneva ossa umane insieme a tessuti, tuttavia l’etichettatura non faceva menzione di ossa e tessuti associati.

La squadra si è resa conto lentamente che quel reperto doveva in realtà corrispondere a quello del tumulo di Bjerringhøj.

"Siamo rimasti tutti entusiasti di questa idea", ha afferma la professoressa Mannering che ha tuttavia spiegato che prima di poter confermare l’ipotesi sono stati necessari altri anni di indagini scientifiche.

Secondo la ricostruzione pubblicata sul New Scientist, il vichingo di Bjerringhøj era un adulto maschio sepolto con pregiato corredo funebre ricamato e pantaloni lunghi. Probabilmente un guerriero di alto rango, se non un nobile o addirittura un principe.

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