00:06 08 Maggio 2021
Scienza e tech
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Un team di scienziati polacchi, studiando le mummie presenti al Museo Nazionale di Varsavia nell’ambito di un progetto di scansione dei reperti, ha scoperto quello che afferma essere l’unico esempio noto di una mummia egizia incinta.

Il Warsaw Mummy Project, avviato nel 2015, utilizza le più avanzate tecnologie per esaminare i manufatti ospitati presso il Museo Nazionale di Varsavia. È nell’ambito di questo progetto che gli scienziati polacchi hanno scoperto che una mummia contenuta nel sarcofago di un sacerdote maschio, apparteneva in realtà ad una donna di alto rango vissuta durante il I secolo a.C. e morta ad una età compresa tra i 20 e i 30 anni.

Particolare ancora più interessante, e che rende il reperto unico al mondo, sostengono i ricercatori, è il fatto che la donna fosse morta incinta e sia stata imbalsamata con il feto lasciato integro tra la 26.ma e 30.ma settimana di gestazione.

"Presentato qui è l'unico esempio noto di una donna incinta mummificata e le prime immagini radiologiche di un tale feto", hanno scritto nell'articolo scientifico pubblicato sul Journal of Archaeological Science per annunciare il ritrovamento.

​Il membro del team di ricerche Wojciech Ejsmond dell'Accademia delle scienze polacca, ha mostrato tutto il suo entusiasmo all’Associated Press durante l’intervista:"Questa è la nostra scoperta più importante e significativa fatta fino ad ora, una sorpresa totale", ha detto lo studioso.

Il fatto che il feto sia stato lasciato nell’utero e non prelevato e imbalsamato separatamente, come la pratica dell’imbalsamazione egizia avrebbe fatto supporre, è un elemento di interesse in più che potrà migliorare le conoscenze sugli antichi riti di quella cultura. Forse le credenze spirituali imponevano di non disturbare il bambino per dargli modo di ‘nascere’ nell’aldilà, ipotizzano alcuni ricercatori.

Resta il mistero su chi fosse veramente la donna dato che il sarcofago in cui erano contenuti i suoi resti mummificati non corrisponde alla sua persona e non è noto come sia finita nel posto sbagliato.

Stando ai registri del museo, la mummia sarebbe stata donata allUniversità di Varsavia nel 1826 da un gentiluomo che sosteneva provenisse dalle tombe reali di Tebe. I ricercatori affermano tuttavia che fosse comune al tempo attribuire reperti a luoghi famosi al fine di alzarne il prezzo di vendita. Poco probabilmente, in buona sostanza, che la donna potesse essere una regina, pur se il suo rango dovette essere piuttosto sostenuto.

Sicuramente in ogni caso, non c’entra nulla con il sarcofago nel quale era stata posta, dato che questo indicava essere destinato ad un sacerdote maschio di nome Hor-Djehuti.

L’ipotesi più probabile, sostengono gli studiosi, è che semplicemente i trafficanti di antichità del XIX secolo avessero posto la mummia nel sarcofago sbagliato durante una delle loro razzie o che abbiano fatto confusione successivamente.
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