21:52 07 Maggio 2021
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Anche Moderna conferma che gli anticorpi sviluppati in seguito alla vaccinazione durano in media 7-8 mesi e che ci sarà bisogno di una dose all'anno come per il vaccino antinfluenzale.

Il vaccino anti-Covid andrà ripetuto ogni anno. Lo aveva detto qualche giorno fa lo scienziato turco-tedesco Ugur Sahin, fondatore della BioNtech, l’azienda farmaceutica di Magonza che ha sviluppato il vaccino assieme alla multinazionale americana Pfizer, durante una conferenza stampa in Germania.

Oggi a confermarlo è anche Moderna, l’altra casa farmaceutica americana che produce il vaccino ad Rna messaggero.

La copertura del vaccino, spiega l’azienda facendo riferimento ad uno studio svolto dall’Università del Nuovo Galles e pubblicato sul sito medrXiv, supportato dalla fondazione dei coniugi Zuckerberg, dura al massimo otto mesi.

Per essere immuni al virus, quindi, il vaccino anti-Covid dovrà essere ripetuto una volta l’anno, come quello antinfluenzale. Dai dati emersi finora, infatti, è questa la durata media degli anticorpi sviluppati in seguito alla vaccinazione.

“Si presume che ci sia una protezione da stabilire per i diversi vaccini e che oscilla tra 9-12 mesi, a quel punto potrebbe esserci la necessità di rinforzare la risposta immunitaria”, ha spiegato al Messaggero anche il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore all’Università di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi.

Lo stesso discorso potrebbe valere per chi ha superato la malattia. “Anche i soggetti guariti a sei mesi dalla guarigione e, in piccola percentuale, hanno una risposta anticorpale non permanente”, ha chiarito ancora il virologo.

Poi c’è il nodo delle varianti, che probabilmente renderanno necessario l’utilizzo di un vaccino “aggiornato” nel tempo. Per questo la prossima sfida delle case farmaceutiche, come Moderna, è quella di sviluppare un “vaccino polivalente” che protegga da Covid, varianti e in generale dall’influenza.

A preoccupare maggiormente sono le mutazioni che si sono sviluppate in Sudafrica e in Brasile, ma anche quella inglese. Nel frattempo vanno avanti anche gli studi sulla variante indiana.

Le prossime dosi del vaccino, insomma, funzioneranno almeno contro “quattro virus”, ha assicurato al Corriere il capo della ricerca della società farmaceutica, Andrea Carfi. L’azienda ha annunciato di essere pronta a produrre 3 miliardi di dosi entro il 2022 in Europa e negli Stati Uniti.

Insomma, ancora per qualche anno dovremmo convivere con il virus. La buona notizia, comunque, è che in futuro, secondo i virologi, avremo a che fare con una “malattia più blanda”.

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