15:02 09 Maggio 2021
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Ricercatori americani hanno scoperto che le papille gustative situate sulla lingua contengono l'enzima di conversione dell'angiotensina 2 (ACE2), tramite cui il coronavirus SARS-CoV-2 entra nelle cellule.

Pertanto anche le cellule del gusto possono essere colpite se infettate. Questo spiega perché le persone malate di Covid-19 si lamentano spesso di perdita del gusto o cambiamento del gusto. I risultati sono stati pubblicati su bioRxiv.

I ricercatori dell'Istituto nazionale americano sull'invecchiamento (National Institute on Aging), guidati da Josephine Egan, hanno esaminato diverse migliaia di papille gustative umane. Hanno scoperto che le cellule del recettore di tipo II situate nelle papille fusiformi alla base della lingua e le papille a forma di fungo nella parte posteriore della lingua contengono l'enzima ACE2, il punto di ingresso del nuovo coronavirus.

"Dimostrando la co-localizzazione del virus SARS-CoV-2, un marker delle cellule del gusto di tipo II e del recettore virale ACE2, forniamo prove della replicazione di questo virus nelle papille gustative che possono spiegare i cambiamenti sensibili del gusto durante la fase attiva del Covid-19", scrivono gli autori dell'articolo.

Gli scienziati hanno prelevato campioni di papille linguali a forma di fungo e papille gustative da una donna di 45 anni con la diagnosi confermata di Covid-19. Durante l'infezione ha riportato cambiamenti nella sensazione del gusto, incluso il fatto di non sentire la dolcezza del cioccolato e il sapore del curry. All'esame, ha mostrato un aumento delle dimensioni della lingua e arrossamento nella zona della sua base. Studi dettagliati hanno confermato la presenza dell'Rna del virus SARS-CoV-2 nelle cellule delle papille fusiformi e nello strato basale delle cellule staminali delle papille gustative.
Al riesame sei mesi dopo, la condizione delle aree delle cellule del gusto è migliorata, andando a coincidere con il ripristino delle sensazioni gustative della paziente.

"Il nostro lavoro mostra che il recupero delle cellule staminali del gusto nei pazienti convalescenti può richiedere diverse settimane, il che spiega i casi di disturbi cronici del gusto dopo il Covid-19 riportati nella letteratura medica", hanno osservato gli autori dell'articolo.

Un altro paziente era un uomo di 63 anni che ha donato campioni sani delle sue papille fusiformi agli scienziati nel 2019, proprio prima della pandemia. Sei settimane dopo aver contratto il Covid-19, è stato nuovamente campionato. Si lamentava di non sentire il gusto del cioccolato e del caffè. Lo studio ha dimostrato che le sue papille gustative mostrano cambiamenti nello strato di cellule staminali, sebbene il virus stesso non sia stato trovato nelle cellule dei recettori.

"In questo caso, la replicazione del virus, molto probabilmente, avviene senza interruzioni e promuove la trasmissione del virus dalle papille gustative al sangue. Allo stesso tempo il virus può infettare localmente l'epitelio delle ghiandole linguali e salivari, la mucosa della cavità orale e della laringe, e penetrare anche nei polmoni", scrivono gli scienziati.

Gli autori della ricerca sono convinti che la comprensione degli effetti dell'infezione virale delle papille gustative aiuterà a sviluppare terapie per i pazienti malati di Covid-19 che nel lungo termine hanno accusato la perdita del gusto o cambiamenti del gusto per diversi mesi dopo la guarigione formale dalla malattia.

Tags:
Medicina, Scienza e Tecnica, Coronavirus
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