22:13 14 Maggio 2021
Scienza e tech
URL abbreviato
0 323
Seguici su

Gli archeologi hanno scoperto i resti di rari manufatti provenienti dal Medio Oriente in una grotta vulcanica islandese in cui i vichinghi più di mille anni fa crearono un santuario per scongiurare il Ragnarök, la fine del mondo secondo la mitologia norrena.

Di particolare interesse è il fatto che la grotta Surtshellir, uno dei più lunghi tunnel di lava al mondo (più di un chilometro e mezzo), dove è stato rinvenuto il santuario e i reperti al suo interno, venne generata da una potente eruzione quasi 1100 anni fa, quando appunto in vichinghi avevano appena colonizzato l’isola.

Ingresso alla Grotta di Surtshellir, Islanda
© CC BY-SA 3.0 / Thomas Ruedas / Surtshellir2
Ingresso alla Grotta di Surtshellir, Islanda

"Gli impatti di questa eruzione devono essere stati sconvolgenti, ponendo sfide esistenziali ai coloni islandesi appena arrivati", ha scritto il team di ricercatori nel documento pubblicato sul Journal of Archaeological Science.

Lo studio mostra che subito dopo che la lava si raffreddò, i vichinghi entrarono nella grotta per costruirvi una struttura a forma di barca nella roccia. All'interno di questa, avrebbero bruciato ossa di pecore, capre, bovini, cavalli e maiali ad alte temperature come atto sacrificale. Ma, a stupire i ricercatori, sono stati i manufatti e i preziosi provenienti dal Medio Oriente, che sono stati trovati e lasciati anch’essi in segno di dono alle divinità.

Per la precisione sono state trovate 63 perle, tre delle quali provenienti sicuramente dall'Iraq, ha sostenuto Kevin Smith, vicedirettore e capo curatore dell'Haffenreffer Museum of Anthropology presso la Brown University, che guida il team che scava la grotta. Il team ha anche trovato resti di orpimento, un minerale proveniente dalla Turchia orientale usato all'epoca per decorare oggetti ma che in Scandinavia era estremamente raro. "Trovarlo all'interno di questa grotta è stato un grande shock", ha detto Smith.

Ragnarök – il crepuscolo degli dei

Per capire il significato di tutto ciò, spiegano gli archeologi, bisogna conoscere la mitologia norrena.

Un giorno, secondo questa, le potenze della luce e dell’ordine si contreranno per la battaglia finale con le potenze delle tenebre e del caos, quello sarà il giorno dell’apocalisse in cui l’intero mondo verrà distrutto per poter essere poi rigenerato – il Ragnarök.

“Il mondo finirà quando Surtr, il gigante del male, ucciderà l'ultimo degli dei nella battaglia di Ragnarök e poi avvolgerà il mondo nelle fiamme”, ha scritto il team nella pubblicazione per spiegare la mitologia norrena.

Va da sé che i primi coloni non poterono che venire ispirati da un tunnel nelle viscere della terra scavato dal fuoco e videro in questo un segno di Sutr. D’altra parte, l’intero complesso di tunnel lavici si chiama ancora oggi Surtshellir, proprio dal nome del mitico gigante del male.

È plausibile, sostengono i ricercatori, che al fine di placare Surtr, i primi coloni vichinghi vollero entrare nella sua ‘casa’ per costruirgli una sorta di santuario e offrirgli in dono beni e riti propiziatori così che questi si astenesse dal distruggere il mondo.

Un'altra possibilità è che i beni e le ossa bruciate fossero destinate a rafforzare al contrario Freyr, il dio della fertilità principale rivale di Surtr.

Nella storia di Ragnarök, Freyr muore combattendo Surtr e non è in grado di fermare la fine del mondo, ma rafforzandolo, i vichinghi speravano forse di riuscire a cambiare il corso degli eventi e farlo vincere.

La leggenda continua

In Islanda il cristianesimo arrivò poco dopo, circa mille anni fa, quindi la pratica di offrire doni al santuario vichingo delle grotte Surtshellir ebbe relativamente breve durata, tuttavia, anche successivamente, quelle grotte vennero associate alla fine del mondo.

Non più la dimora di Surtr ma il luogo in cui Satana sarebbe emerso nel Giorno del Giudizio, trasponendo quindi la tradizione norrena a quella cristiana e perpetuando il mito. A tutt’oggi le grotte di Surtshellir sono una delle mete turistiche più rinomate in Islanda e famose per le tante leggende e misteri che le riguardano.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook