21:23 07 Maggio 2021
Scienza e tech
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Un gruppo di ricercatori della Texas A&M University ha inventato un metodo in grado di disattivare istantaneamente il SARS-CoV-2. Questa tecnologia potrebbe avere sviluppi industriali nel campo della purificazione dell’aria, ritengono gli scienziati.

Che il SARS-CoV-2, il virus responsabile della malattia COVID-19, fosse sensibile alla temperatura era già noto alla scienza, ma finora non era molto chiaro come tecnicamente poter sfruttare a vantaggio umano questa conoscenza.

Riscaldare l’aria ad alte temperature per decine di minuti non è una soluzione tecnicamente plausibile, tuttavia, il gruppo di ricerca capeggiato dal professor Arum Han, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica presso la Texas A&M University, sostiene ora di aver escogitato un metodo per poter trattare l’aria rapidamente e neutralizzare il virus.

La Medistar Corporation ha contattato la leadership e i ricercatori del College of Engineering nella primavera del 2020 per collaborare ed esplorare la possibilità di applicare calore per un breve periodo di tempo per uccidere COVID-19. Subito dopo, Han e il suo team si sono messi al lavoro e hanno costruito un sistema per indagare sulla fattibilità di tale procedura.

I ricercatori, nello studio pubblicato sulla copertina del numero di maggio della rivista Biotechnology and Bioengineering, e rilanciato da phys.org ieri, mostrano come riscaldando ad alta temperatura una sezione di tubo in acciaio inossidabile, attraverso il quale viene fatta passare una soluzione infettata, per poi raffreddare la sezione di tubo immediatamente successiva, si può neutralizzare il coronavirus in meno di un secondo.

Han sostiene che riscaldare la soluzione a 72 gradi Celsius per circa mezzo secondo sarebbe già sufficiente a ridurre il titolo del virus di 100mila volta – più che sufficiente per disattivarlo e prevenire la trasmissione.

L’idea potrebbe avere applicazioni pratiche sostengono i ricercatori – per esempio nella purificazione dell’aria attraverso speciali impianti di ventilazione, o anche semplicemente adattando i vecchi impianti con le dovute implementazioni.

Le ambizioni del professor Han non si fermano tuttavia al coronavirus:

"L'influenza è meno pericolosa del coronavirus ma si rivela comunque mortale ogni anno, quindi se questa tecnica può portare allo sviluppo di un sistema di purificazione dell'aria, ciò sarebbe un problema serio, non solo per il coronavirus, ma anche per tutti gli altri virus presenti nell'aria in generale", ha affermato Han.
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