20:47 07 Maggio 2021
Scienza e tech
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Nel rapporto dell'Oms viene comunque puntualizzato che il rapporto rischi-benefici resta decisamente positivo, specie con l'aumentare dell'età.

Una relazione tra il vaccino AstraZeneca e i casi di trombosi con sindrome da trombocitopenia risulta essere plausibile. Lo afferma l'Oms, in un comunicato dello studio strategico di esperto (Sage) per le vaccinazioni relativo alle linee guida sul vaccino della casa farmaceutica anglo-svedese.

"Una sindrome molto rara con trombosi associate a una bassa conta piastrinica (trombosi con sindrome da trombocitopenia, Tts) è stata segnalata da 4 a 20 giorni dopo la vaccinazione. Una relazione causale tra il prodotto e la Tts è considerata plausibile, sebbene il meccanismo biologico di questa sindrome sia ancora in fase di studio", si legge nel comunicato.

Gli esperti hanno quindi sottolineato che la stragrande maggioranza dei casi sono stati segnalati in Gran Bretagna e nell'Unione europea, con pochissima incidenza al di fuori del Vecchio Continente.

Proprio quest'ultima cifra impone "un'ulteriore raccolta e analisi dei dati", che al momento parlano di "4 casi per 1 milione di adulti vaccinati (1 caso ogni 250mila) nel Regno Unito, mentre nell'Ue il tasso è stimato di circa 1 caso su 100mila".

Rapporto benefici-rischi più alto con l'età

Nella nota gli scienziati dell'Oms hanno chiarito che "il rapporto tra benefici e rischi" dell'uso del vaccino di AstraZeneca "è superiore nei gruppi di età più avanzata poiché il rischio di esiti gravi di Covid-19, inclusi eventi tromboembolici correlati all'infezione, aumenta con l'età".

Inoltre, i dati europei farebbero ipotizzare che il rischio possa essere maggiore "negli adulti più giovani rispetto agli adulti più anziani", sebbene "non siano stati ancora identificati fattori di rischio specifici".

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