10:39 18 Maggio 2021
Scienza e tech
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Un lampo di classe media si è verificato sul Sole la scorsa notte, secondo il sito web del Laboratorio di Astronomia a raggi X del Sole dell'Istituto di Fisica dell'Accademia delle Scienze russa. Il fenomeno, nel mezzo di un periodo di assoluta tranquillità della nostra stella, potrebbe essere presagio di una prossima tempesta solare.

Nulla di pericoloso, ha spiegato ai media russi il ​​capo del laboratorio, Sergei Kuzin, ma tra due o tre giorni potremmo aspettarci una piccola tempesta magnetica.

"Per noi, questo focolaio è unico, perché siamo caduti in un minimo molto profondo di attività solare e recentemente focolai di questo tipo sono stati molto rari”, ha detto lo scienziato, spiegando che al contrario questo tipo di lampi sono tipici dei periodi di alta attività del Sole.

Secondo i dati del laboratorio, l’emissione è stata registrata dalle 2:19 alle 2:59 (ora di Mosca). L'indice di attività è stato aumentato da verde a giallo nei grafici.
La notizia è nel contesto della ricerca sulle previsioni degli eventi solari estremi. In tutto il mondo esistono osservatori specializzati nell’osservazione dell’attività solare, ma nessuno è ancora riuscito a formulare un modello per realizzare ‘previsioni meteo solari’ attendibili. L’osservazione empirica di lampi solari di questo tipo, e il confronto con le frequenze statistiche degli eventi a seguire, è a tutt’oggi uno dei pochi metodi plausibili per tentare previsioni.

Tempeste solari

Una tempesta magnetica, meglio nota come tempesta solare, è un disturbo della magnetosfera terrestre, di carattere temporaneo, causato dall'attività solare e rilevabile dai magnetometri in ogni punto della Terra.

Si verifica quando il Sole produce forte esplosioni con emissioni dalla sua corona che generano forti venti solari, le cui particelle ad alta energia impattano contro il campo magnetico terrestre. Generalmente durano dalle 24 alle 48 ore ma in alcuni casi, come quello della previsione in oggetto, possono anche persistere più a lungo.

Il contatto delle particelle cariche con la ionosfera terrestre è visibile nelle zone polari dove la geometria del campo magnetico terrestre permette a queste di avvicinarsi. In casi di venti solari molto potenti le aurore boreali possono essere viste anche a latitudini molto più meridionali. Nel 1989, una tempesta elettromagnetica si verificò sui cieli del Québec causando un'aurora boreale visibile fino in Texas.

Le tempeste solari molto potenti possono provocare danni biologici ai passeggeri dei voli ad alta quota, alterare l’orientamento di piccioni, delfini, balene e tutti gli animali che possiedono sistemi di orientamento basati sul magnetismo terrestre, possono danneggiare sistemi di comunicazione che utilizzano segnali radio, radar, sistemi di navigazione GPS, satelliti, tralicci elettrici e persino produrre danni alle condotte idriche.

Studi in corso parlano anche di alterazioni significative nel comportamento umano durante le tempesti solari più forti.
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