22:22 07 Maggio 2021
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L'Italia e la Russia hanno avviato la ricerca congiunta sul vaccino russo Sputnik V con la firma del memorandum di collaborazione tra l'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, la Regione Lazio e il Centro Nazionale di Ricerca per l'Epidemiologia e Microbiologia Gamaleya.

"Oggi abbiamo firmato un importante memorandum di cooperazione scientifica con il Centro Nazionale di Ricerca per l'Epidemiologia e Microbiologia Gamaleya. Dopo tutte le procedure burocratiche, arriveranno i colleghi russi”, ha annunciato ai giornalisti il Direttore Sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, si è detto “emozionato e commosso” per questa opportunità. 

In che cosa consiste la sperimentazione?

“La sperimentazione partirà con un duplice obiettivo: verificare, attraverso lo scambio di materiale biologico, che faremo fra 10 giorni, se lo Sputnik è in grado di produrre anticorpi neutralizzanti contro le varianti: sudafricana, brasiliana e quella inglese. Il secondo obiettivo, è quello di verificare se attraverso una seconda dose di altro vaccino, noi possiamo aumentare le dosi e nello stesso tempo tranquillizzare la popolazione perplessa in Italia e, in particolare le persone che hanno già fatto la prima dose con AstraZeneca”, ha spiegato il Prof. Vaia, ribadendo che AstraZeneca è “un vaccino sicuro ed efficace come gli altri che sono in campo”.

​Uno studio a 4 bracci basato sul mix di vaccini:

Saranno in totale 600 i volontari arruolati dallo Spallanzani e che hanno già fatto la prima dose con AstraZeneca e si sentono “perplesse”: a 150 di loro sarà iniettata la seconda dose con Pfizer, a 150 con Moderna, a 150 il primo Sputnik Ad5 e ad altri 150 lo Sputnik Ad26.

“In altri Paesi europei, come Inghilterra e Germania, hanno già applicato questo modello”, ha sottolineato Vaia, specificando che la ricerca scientifica sul vaccino Sputnik V russo, anche in combinazione con altri vaccini contro il coronavirus, inizierà dopo l'approvazione del protocollo di ricerca da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

“Ho parlato con il presidente dell'Aifa Giorgio Palù che ci ha incoraggiato di andare avanti perché, nel caso di una risposta positiva, noi saremo in grado di dare un contributo al Paese andando a risolvere il problema di carenza di dosi”, ha aggiunto Vaia.

Caso San Marino dove grazie allo Sputnik si spera di raggiungere presto l’immunità di gregge

Nell’ambito della conferenza stampa Francesco Vaia ha annunciato una collaborazione con San Marino per verificare l'efficacia dello Sputnik sulle varianti e sulla popolazione sammarinese.

Quando arriveranno gli esperti russi in Italia?

Vaia ha specificato che i colleghi russi, che porteranno a Roma 600 dosi, sarebbero arrivati entro 10 giorni.

“Abbiamo interesse reciproco in Italia e in Europa che questo vaccino possa diventare un'arma in più. Noi non dobbiamo andare contro coloro che si battono per l’esclusività. In questo momento il vaccino deve essere a disposizione di tutti. Dobbiamo superare le logiche geopolitiche. Credo che i cittadini del mondo siano interessati ad avere un vaccino sicuro ed efficace e non importa dove viene prodotto. La scienza deve essere neutra, non deve lasciarsi condizionare da interessi geopolitici e industriali. Dobbiamo andare avanti!”, ha concluso il Direttore Sanitario dello Spallanzani.
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