12:41 09 Maggio 2021
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Ancora una volta Luxor è il centro di una importantissima scoperta archeologica: il ministero del Turismo e delle antichità egiziano ha annunciato ieri, giovedì 8 aprile, la scoperta di quella che è stata soprannominata la "Città d'oro perduta".

Dopo sette mesi di scavi, una missione guidata dal dottor Zahi Hawass, il famoso archeologo ex capo delle antichità egiziane, ha portato alla luce "diverse aree e quartieri" che i ricercatori credono facciano parte di una città antica 3000 anni.

Nel sito di scavo sono stati scoperti gioielli, anelli, vasi di ceramica, amuleti scarabeo e mattoni di fango con sigilli di Amenhotep III che dimostrano che la città risale all'era del Re della XVIII dinastia, che governò l'Egitto dal 1291 al 1353 a.C.

La città era co-governata con il figlio di Amenhotep III, Akhenaton, che alla fine abbandonò la città dopo aver assunto il trono.

Hawass ha chiamato questa scoperta "l'ascesa di Aton", in onore alla divinità egizia che proprio grazie ad Amenhotep III divenne centrale nel culto in quel periodo storico.

​Il Ministero del turismo e delle antichità egiziano ha dichiarato che la città era uno dei più grandi insediamenti amministrativi e industriali dell’impero egiziano – secondo le prime rivelazioni pare che siano già stati individuati i resti di un panificio, forni, vasellame, quartieri amministrativi e residenziali con muri alti fino a tre metri.

"Quello che è stato scoperto è il sito di una grande città in buone condizioni di conservazione, con mura quasi complete e con stanze piene di strumenti della vita quotidiana", afferma il comunicato del ministero.

Secondo Betsy Bryan, professore di arte e archeologia egizia presso la Johns Hopkins University intervistato da ABC News, questo ritrovamento è la seconda scoperta archeologica più importante dopo la tomba di Tutankhamon.

Proprio la scorsa settimana la mummia di Amenhotep III e sua moglie, la regina Tiye, insieme alle mummie di altri 20 antichi sovrani egizi, sono state trasportate attraverso il Cairo dal Museo Egizio al nuovo Museo Nazionale della Civiltà Egizia in una spettacolare processione chiamata "La Parata d'oro dei faraoni".

La maledizione di Tutankhamon

Dopo la scoperta nella Valle dei Re, anch’essa a Luxor, nel 1922, della famosa tomba di Tutankhamon, il re ragazzo, descritta come forse la più grande scoperta archeologica della storia, si andò diffondendo la leggenda della cosiddetta ‘maledizione del faraone’.

Si tratta di una presunta maledizione che avrebbe colpito da prima tutti coloro che parteciparono alla spedizione di ricerca dell'archeologo Howard Carter come castigo per la violazione del luogo di sepoltura del sovrano, e che sarebbe stata da presagio a funeste ulteriori disgrazie future.

"La morte verrà su ali veloci a colui che tocca la tomba del faraone" sarebbe stato scritto su di un’antica iscrizione della quale tuttavia non sarebbe stata conservata testimonianza. In realtà, dei partecipanti alla spedizione di Carter nel 1922, solo la morte del finanziatore Lord Carnarvon può destare sospetti.

Carnavon morì l’anno dopo la scoperta all’età di 57 al Cairo per un’infezione provocata dalla puntura di un insetto. Unico episodio misterioso noto in letteratura. Tuttavia, la leggenda è ancora molto radicata sia in Egitto che in Occidente, e in molti hanno voluto associare le recenti disavventure egiziane al fatto di aver ‘disturbato’ il riposo dei faraoni, pur con tutto il rispetto della ‘Parata d’Oro’.

Blocco del Canale di Suez, due collisioni di treni, un incendio in una fabbrica di abbigliamento, il crollo di un edificio residenziale, tutto subito dopo l'annuncio del trasferimento delle mummie. Ora alcuni temono che i nuovi scavi possano disturbare qualcuno o qualcosa anche nell’antica città d’oro e sperano che il Dio Aton non sia troppo permaloso.

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