16:37 10 Aprile 2021
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La Commissione europea, sulla base di un rapporto del Joint Research Centre potrebbe includere il nucleare tra le energie alternative da promuovere per raggiungere l’obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050. Ma l'Italia per ora è fuori dalla ricerca sui sistemi più all'avanguardia.

Quella nucleare sarà inclusa tra le energie alternative da promuovere per raggiungere l’obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050. Lo dice un rapporto del Joint Research Centre europeo che ha affrontato la questione su mandato della Commissione.

La questione dell’energia nucleare, infatti, è piuttosto dibattuta in Europa per via della sua sicurezza per l’ambiente e per la salute. Ma secondo il documento, citato dal Fatto Quotidiano, non ci sarebbero “evidenze scientifiche” sul fatto che quella nucleare sia più o meno nociva rispetto ad altre fonti di energia.

Il punto è che la tecnologia in questo campo è in continua evoluzione e questo determina anche una diminuzione del rischio di incidenti gravi come quelli avvenuti in passato a Chernobyl o Fukushima. Non creerebbe problemi, secondo il report, neppure lo stoccaggio delle scorie in appositi siti sotterranei.

Una decisione da parte dell’Ue è attesa soltanto dopo che l’analisi verrà sottoposta a due commissioni di esperti. Il dibattito riguarda anche il nostro Paese, dove il programma nucleare è stato chiuso dopo il referendum abrogativo del 2011.

Sul Foglio, qualche giorno fa, Umberto Minopoli, presidente dell’Associazione Italiana Nucleare, sottolineava come senza il ricorso al nucleare arrivare al target delle emissioni zero entro il 2050 sarebbe utopistico.

L’allargamento delle fonti no-carbon, insomma, è imprescindibile per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo.

Il mercato del nucleare energetico, secondo Minopoli, potrebbe essere una soluzione all’avanguardia, considerando anche l’evoluzione tecnologica degli impianti.

A produrre “reattori avanzati” di ultima generazione sono Stati Uniti, Russia, Cina, ma anche India, Argentina, Corea, Sud Africa, Francia e Regno Unito.

L’Italia per ora non partecipa alla corsa e anzi, sottolinea il presidente dell’Ain, “rischia di essere tagliata fuori da una importante sfida tecnologica” che apre le porta alla fusione nucleare, la vera scommessa del prossimo decennio secondo gli esperti.

Il ricorso all’energia nucleare però non convince le associazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace che critica il Joint Research Centre. Secondo l’organizzazione si tratterebbe di un organismo di parte, visto che, come ricorda Il Fatto, fu istituito negli anni ’50 proprio per promuovere lo sviluppo dell’industria dell’atomo.

Pronte a scommettere sul nucleare invece sono Francia, Polonia e Ungheria, che puntano ad assicurarsi i finanziamenti dell’Ue per sviluppare ulteriormente i rispettivi impianti.

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