09:25 14 Aprile 2021
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I cani hanno un impatto negativo sull'ambiente a seguito del consumo di grandi quantità di carne: questa è la conclusione a cui sono giunti alcuni ricercatori, scrive il settimanale francese L'Express.

Ad esempio Gregory Okin, professore presso l'Università della California a Los Angeles, ha scoperto che il consumo di carne di 160 milioni tra gatti e cani rappresenta il 25-30% dell'impatto ambientale complessivo statunitense.

Secondo l'esperto, la quantità totale di tali emissioni raggiunge i 64 milioni di tonnellate di Co2, paragonabile allo scarico di 13 milioni di automobili durante l'anno.

Allo stesso tempo il professor Pim Martens dell'Università di Maastricht osserva che l'impronta di carbonio che i cani lasciano dipende da dove vivono.

"Il cane medio (da dieci a 20 chilogrammi) emette da 4,2 a 17 tonnellate di CO2 nella sua intera vita se vive in Olanda, da 3,7 a 19,1 tonnellate in Cina e solo da 1,5 a 9,9 tonnellate in Giappone", ha detto il ricercatore.

Kelly Swanson, specialista di nutrizione animale presso l'Università dell'Illinois, a sua volta, ritiene che il quadro non sia così nero come descritto dai suoi colleghi.

Secondo l'esperta, la maggior parte degli animali domestici mangia cibo a base di sottoprodotti dell'industria alimentare.

Tuttavia gli scienziati sembrano essere d'accordo su una cosa: un cane grande che mangia di più ha un'impronta di carbonio maggiore rispetto a un gatto piccolo.

Gli esperti concludono che per aiutare il pianeta, la gente non dovrebbe dar da mangiare eccessivamente ai propri animali domestici. Alcuni esperti ritengono che l'inclusione di altre fonti di proteine ​​nella loro dieta, come gli insetti, che sono già utilizzati negli alimenti, aiuterebbe a ridurre il consumo di carne nei cani.

Tags:
Società, Animali, cane, Ambiente
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