20:25 18 Aprile 2021
Scienza e tech
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Ricercatori di una università giapponese rivelano che le ghiandole salivari di molti mammiferi, in particolare dell’uomo, possiedono la predisposizione alla produzione del veleno, come i serpenti. Sta solo all’evoluzione decidere quali specie divengano nel tempo velenose e quali no, senza necessità di cambiamenti biologici sostanziali.

"Essenzialmente, abbiamo tutti gli elementi costitutivi a disposizione. Poi tocca all'evoluzione portarci lì se serve", ha detto Agneesh Barua, dottorando in genetica evolutiva presso l'Istituto di scienza e tecnologia di Okinawa in Giappone, coautore dello studio pubblicato lunedì nella rivista Proceedings of the National Academy".

In pratica Baura e l’altro ricercatore coautore dello studio, Alexander Mikheyev, un biologo evoluzionista presso l'Australian National University, affermano che quasi ogni mammifero o rettile possiede di base tutta l'impalcatura genetica su cui è costruito un sistema velenoso orale.

Noi esseri umani addirittura produciamo già una proteina chiave utilizzata in molti sistemi di veleno. La callicreina, che è una proteina capace di digerire altre proteine. Questa viene secreta nella nostra saliva ed è la base fondamentale per molti veleni.

Qualora la natura lo richiedesse, per ragioni di difesa o di attacco, anche noi, nei giusti tempi evolutivi, potremmo quindi diventare velenosi. Ovviamente è poco probabile, viste già le risorse che abbiamo a disposizione, che la natura voglia dotarci dell’arma del veleno per difenderci dai predatori o per predare noi stessi.

La nostra specie è all’apice della catena evolutiva e non ha certo bisogno di divenire velenosa per sopravvivere, tuttavia, fa notare Barua con un esempio scherzoso ma che rende l’idea “Se dopo quello che è successo nel 2020 le persone dovessero divenire velenose per sopravvivere, è probabile che la nostra specie inizi a produrre dosi via via crescenti di callicreina”.

Esempi in natura

Ci sono alcuni serpenti del deserto, ad esempio, che hanno un veleno diverso nonostante siano della stessa specie, proprio a causa del luogo in cui vivono, hanno spiegato i due scienziati. Sulla superficie del deserto, dove cacciano principalmente topi, il veleno agisce principalmente sul sistema circolatorio, perché non è difficile per un serpente rintracciare un topo morente a breve distanza su un terreno pianeggiante. Nelle vicine montagne rocciose, dove i serpenti cacciano principalmente lucertole, il veleno è una potente neurotossina, perché se la preda non viene immediatamente immobilizzata può facilmente strisciare in una fessura e scomparire per sempre.

Ci sono anche serpenti marini che hanno ghiandole velenose rudimentali ma non sono più velenosi, perché sono passati dal nutrirsi di pesci sfuggenti al nutrirsi di uova di pesce, che non richiedono un morso tossico.

Essendo la produzione delle tossine velenose un processo molto dispendioso in termini di energia, dato che si tratta di proteine altamente specializzate ed elaborate, la velenosità è una qualità che viene acquisita solo quando necessaria e la natura lo richiede specificatamente.

Per tali motivi noi umani abbiamo la predisposizione e tutto il kit necessario, ma non siamo velenosi semplicemente perché la natura non ce lo richiede e siamo stati sempre capaci di arrangiarci senza.

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