10:25 17 Aprile 2021
Scienza e tech
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Lunedì scorso la società tunisina Telnet ha lanciato nello spazio il primo satellite tunisino Challenge One a bordo della navicella russa Soyuz-2.

Il direttore generale della società Mohammed Farikhah ha rilasciato una intervista esclusiva a Sputnik in cui ha delineato le prospettive di sviluppo del settore spaziale tunisino, le future possibilità di collaborazione con la parte russa nell’invio del primo astronauta tunisino.

— Com’è nata l’idea di inviare nello spazio un satellite tunisino e quali sono state le fasi della sua realizzazione?

— La nostra società già da 25 anni lavora nell’ambito delle tecnologie complesse, ivi comprese quelle spaziali. Nel 2010 abbiamo messo a punto un dispositivo per la trasmissione dei segnali televisivi via satelliti e già nel 2016 ci siamo preposti di inviare nello spazio un nostro satellite costruito interamente da noi. Così allora cominciò il progetto. La realizzazione vera e propria cominciò poi nel 2018.

— Quali difficoltà avete dovuto affrontare nel percorso?

— Sin dall’inizio abbiamo affrontato numerosi problemi: sia amministrativi sia tecnici. Ma abbiamo creduto nelle nostre forze e questo ci ha permesso di avere successo.

— Qual è il costo complessivo del progetto? È vero che tutti i componenti del satellite sono di produzione tunisina?

— Il costo complessivo del progetto è stimato a 5 miliardi di dinari tunisini, ossia circa 1,5 milioni di euro. Tuttavia, grazie al sapiente lavoro degli ingegneri tunisini, siamo riusciti a ridurre questo costo.

Effettivamente sono stati impiegati componenti di produzione tunisina. L’assemblaggio finale del dispositivo è stato effettuato da un team di giovani ingegneri tunisini di età compresa tra i 25 e i 30 anni. Dunque, possiamo affermare che questo team di esperti è il presente e il futuro della Tunisia nello spazio.

— In quali ambiti sarà impiegato il satellite?

— Il satellite è specializzato nel settore dell’Internet degli oggetti. Il nostro team ha puntato per la prima volta al mondo sulla messa a punto di una tecnologia per la trasmissione di dati denominata LoRa tramite collegamento satellitare. In parole semplici, il satellite garantirà il monitoraggio dei sistemi industriali e cittadini, nonché un controllo “intelligente” di quelli agricoli. Il satellite monitorerà anche eventuali riduzioni nel consumo di energia elettrica.

La larghezza di banda del satellite è pari a 250 kB al secondo su una distanza di 550 km. Il satellite consentirà lo scambio di dati tra un numero elevato di dispositivi.

— Ci parli per favore dei progetti per il futuro.

— Nel prossimo futuro lavoreremo alla cooperazione con altri Paesi africani per il lancio di più di 20 satelliti che impiegheranno la nostra tecnologia. Inoltre, opereremo attivamente alla promozione del progetto per il lancio di un astronauta tunisino nello spazio. Abbiamo proposto alla parte russa l’idea e speriamo che presto sarà realizzata. Spero che questa missione storica venga compiuta da una donna: le donne sono sempre state all’avanguardia nel progresso e nella scienza del nostro Paese.

— Cosa direbbe a quei giovani tunisini che tentano di emigrare e di fare scienza fuori dal loro Paese?

— Consiglierei ai nostri giovani, il futuro del nostro Paese, di concentrarsi sull’apprendimento delle conoscenze e di credere nelle loro capacità e non scoraggiarsi.

Chiaramente è possibile andarsene e lavorare a beneficio di un’altra nazione come emigranti. Ma è altrettanto possibile raccogliere la sfida, affrontare le difficoltà e dimostrare che i tunisini sono in grado di conseguire importanti progressi nel mondo della scienza.
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