18:17 22 Aprile 2021
Scienza e tech
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L'indagine, condotta da un gruppo di ricercatori italiani, ha evidenziato come gli studi attuali sul coronavirus potrebbero aver solamente iniziato a fare luce sulla reale natura della patologia.

Oltre a provocare la polmonite, il Covid è in grado di colpire anche i centri nervosi del cervello. A rivelarlo è uno studio del Dipartimento di Scienze della salute dell'Università Statale di Milano, Polo dell'ospedale San Paolo, pubblicato sul 'Journal of Neurology'.

L'agente patogeno responsabile della pandemia mondiale che da oltre un anno sta investendo il mondo, non solo infatti è capace di 'togliere il fiato' agendo sui polmoni, bensì attacca in maniera diretta i centri nervosi responsabili per il processor respiratorio.

Nello studio sono stati presi in analisi una serie di pazienti Covid-19 gravi, ricoverati in rianimazione e sottoposti a ventilazione meccanica ed è stato dimostrato che in questi soggetti i circuiti nervosi del tronco cerebrale risultano alterati.

Disfunzione dei circuiti del tronco cerebrale

Come spiegato da Tommaso Bocci, che ha coordinato il lavoro nato dalla collaborazione tra neurologi, rianimatori e patologi del Centro di ricerca 'Aldo Ravelli' di UniMi, i malati sono stati messi a confronto con un gruppo di controllo di undici volontari, per i quali è stato valutato con una metodica elettromiografica il riflesso glabellare o di ammiccamento.

"Il riflesso glabellare fa in modo che, in condizioni normali, uno stimolo cutaneo sul sopracciglio induca in pochissimi milllisecondi una chiusura dell'occhio proteggendolo da possibili agenti lesivi. Il circuito di questo riflesso è a livello del tronco cerebrale. L'osservazione principale riportata dal nostro studio è che nei pazienti Covid-19 il riflesso glabellare era gravemente alterato o assente, indicando quindi una grave disfunzione dei circuiti del tronco cerebrale", ha spiegato Bocci.

La punta dell'iceberg

Da parte sua, il professor Alberto Priori, direttore della Clinica neurologica dell'università Statale di Milano presso l'ospedale San Paolo e fra gli autori dello studio, ritiene che attualmente si stia solo toccando la punta dell'iceberg delle conseguenze reali indotte dalla malattia provocata dal Sars-Cov2:

"Stiamo progressivamente convincendoci che la punta dell'iceberg di Covid-19 è a livello polmonare, ma si possono anche verificare danni neurologici correlati a questa malattia che in fase acuta sono mascherati dal quadro polmonare e infettivo. Gli effetti neurologici dell'infezione hanno un decorso diverso nel tempo, forse più prolungato, che stiamo iniziando a studiare solo adesso", ha concluso l'esperto.

 

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