16:50 10 Aprile 2021
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Dopo la sospensione temporanea del vaccino AstraZeneca, il professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’Università di Cagliari, Aldo Manzin, spiega i motivi di tale scelta e informa: "Mi aspetto che dopo un pronunciamento positivo dell’Ema si riprenda a somministrare questo vaccino"

Lunedì 15 marzo l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha sospeso temporaneamente la somministrazione del vaccino anglo-svedese AstraZeneca, in seguito alla segnalazione di alcuni decessi apparentemente legati al farmaco. Lo stop alle vaccinazioni è stato deciso come via precauzionale in attesa di ulteriori valutazioni da parte dell'EMA. In caso di responso positivo, informa il premier Mario Draghi, la campagna di vaccinazioni continuerà come programmato inizialmente.

L'Aifa ha ribadito che non viè un nesso di causalità tra le morti e l'inoculazione del siero, e l'allarme legato alla sicurezza del vaccino è principalmente dovuto a un'esagerazione mediatica, pertanto ingiustificato.

In un'intervista a fanpage.it, Aldo Manzin, professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica presso l’Università di Cagliari, ha spiegato i motivi concreti dell'Aifa di sospendere le vaccinazioni.

Manzin informa che, per qualsiasi tipo di farmaco, quindi anche per il vaccino, esiste sempre un periodo di farmacovigilanza durante la quale vengono osservati tutti gli effetti e sintomi che possono manifestarsi nei pazienti nel periodo immediatamente successivo all'inoculazione.

Nel caso del vaccino AstraZeneca, dopo che si sono verificati eventi avversi di una certa rilevanza, la decisione dell'Aifa di sospendere le vaccinazioni è stata un passo giusto e necessario, in attesa di un parere tecnico più dettagliato da parte dell'EMA. I controlli che saranno effettuati serviranno a comprendere meglio la relazione tra il vaccino e i sintomi negativi riscontrati nei pazienti, tra cui i casi di trombosi.

Parlando di dati numerici, aggiunge Manzin, si parla di "30 casi di trombosi su 5 milioni di dosi" somministrate, ovvero un quoziente di "rischio di circa lo 0,0006%". Inoltre, durante la fase sperimentale del vaccino, così come nei casi di altri vaccini a RNA messaggero come Pfizer e Moderna, erano già stati registrati eventi del genere. Qualunque sintomo deve essere registrato perché potenzialmente collegato alla somministrazione del vaccino/farmaco, ma ciò non implica un legame assoluto tra i due.

Delle fiale di vaccino AstraZeneca
© REUTERS / DADO RUVIC
Delle fiale di vaccino AstraZeneca
È importante comprendere che il rischio zero non esiste. Si dovrà poi confermare o smentire che c'è stata una correlazione tra vaccini ed eventi avversi. La cautela è dovuta, il terrorismo no.

Il Professor Manzin ha inoltre commentato come la reazione avversa al vaccino sia principalmente dovuta alla grande e immediata copertura mediatica. Gli eventi descritti dai media hanno portato allo scatenarsi di paure e di grande prudenza nei confronti di una campagna vaccinale indispensabile per fronteggiare la pandemia attuale del paese.

Bisogna pertanto attendere il riscontro tecnico da parte dell'EMA per poter programmare la seconda fase di vaccinazioni sul territorio, con maggiore consapevolezza e dopo aver effettuato un bilanciamento tra effetti avversi possibili e il risultato che si può raggiungere con l'immunizzazione di comunità.

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