02:17 17 Aprile 2021
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Durante gli scavi presso l'oasi di Bahariya nel deserto egiziano, un team di ricerca norvegese ha rinvenuto quello che sembra essere il monastero cristiano datato più antico del mondo. Una scoperta sorprendente che potrebbe cambiare la conoscenza dell’intero cristianesimo.

Si tratta del più antico monastero mai rinvenuto in tutto il mondo, pare risalga ad almeno 1.600 anni fa. Una datazione che potrebbe cambiare la percezione e la conoscenza del cristianesimo da parte dell'umanità. Sfortunatamente, dovrà essere riseppellito nella sabbia, poiché le pareti non resisterebbero alla prova degli agenti atmosferici in superficie.

Muri e pavimenti con iscrizioni greche sono stati trovati ben conservati: una vera rarità considerato che la datazione della costruzione risultata dalla prova al carbonio è di circa 350 d.C.

"È incredibilmente divertente ed emozionante. Questo sembra essere il primo monastero cristiano del mondo", ha detto all'emittente nazionale norvegese NRK l'archeologo Victor Ghica, professore di antichità e protocristianesimo alla Scuola di teologia norvegese.

Dagli scavi emergono cucine e tavoli

L'ultima parte del monastero è stata riportata alla luce nel mese di dicembre. Tra l'altro sono state trovate cucine ben attrezzate con forni e tavoli. I ricercatori hanno trovato anche dei buchi nel terreno che credono siano stati usati per conservare i tipici vasi di argilla egiziana per il vino. Al centro c'è una sala con resti che fanno pensare ad un guardaroba.

"È come entrare in casa di qualcuno. Abbiamo trovato piatti, pentole nel forno, il loro ultimo pasto, resti di lische di pesce, peli di animali, barattoli di grano. Tutto questo è rimasto intoccato da quando hanno lasciato il monastero, probabilmente nel quinto o sesto secolo", ha detto Ghica.

La vita di monastero non era poi così male

Ancora più sorprendente è stato rilevare che i monaci del monastero non vivessero affatto una vita spartana. I risultati mostrano che erano circondati da beni molto esclusivi, come il vetro che proveniva dalle odierne Tunisia e Algeria.

"I risultati cambiano la nostra comprensione del cristianesimo primitivo. Già intorno al 350 d.C, c'erano comunità monastiche ben consolidate ai margini dell'Impero Romano, il che è estremamente in anticipo rispetto a quanto si pensasse", ha detto lo studioso.

Scoperta di interesse internazionale

Lo storico della religione Håkon Steinar Fiane Teigen ha sostenuto che la scoperta susciterà un grande interesse tra i ricercatori, perché mentre si sa molto sui monasteri egizi dalle fonti scritte, le scoperte archeologiche rimangono poche, soprattutto le eclatanti come questa.

"Anche se non riscriveremo completamente la storia, ora dovremo comunque arricchirla”, ha detto Teigen.

"Ora che conosciamo la datazione definitiva del monastero, sappiamo di aver a che fare a dir poco con un qualcosa di sensazionale a livello internazionale. Non è possibile esagerare il significato del movimento monastico per la Chiesa. E tutto iniziò qui nel deserto dell'Egitto negli anni Trecento", ha commentato Vidar Haanes, professore di storia della Chiesa presso la Norwegian School of Theology di Oslo.

Ma non sarà accessibile ai turisti

Nonostante il grande valore culturale e storico, il monastero non diverrà un'attrazione per turisti o altri ricercatori, dato che sarebbe quasi impossibile conservarlo all'aria aperta.

"Sfortunatamente, alcune parti del monastero sono vulnerabili, specialmente i muri costruiti in argilla. Due rovesci di pioggia e quattro anni di vento sarebbero sufficienti a distruggere il monastero. Il modo migliore per preservarlo è rimetterlo sotto la sabbia. È straziante, ma ho visto con i miei occhi come sono scomparsi altri siti archeologici", ha concluso il professor Ghica.

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