19:18 14 Aprile 2021
Scienza e tech
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Nel 2012 il Colorado era il primo Stato della Federazione a legalizzare la cannabis, da allora altri 36 stati hanno legalizzando l’uso medico della cannabis e 15 anche l'uso ricreativo. Di conseguenza la domanda è salita alle stelle. Ma la tecnologia di produzione, hanno scoperto gli scienziati, ha un impatto ambientale devastante.

Tra i 2.283 e i 5.184 chilogrammi di anidride carbonica per chilogrammo di fiore essiccato– queste le emissioni di tutto il ciclo vita della cannabis calcolate dallo studio condotto dall’Università del Colorado. Solo di elettricità per la crescita delle piantine servono 22,7 chili di emissioni per le coltivazioni all’aperto (dove il clima lo consente) e 326,6 chili in serra.

Cifre spaventose se si pensa alle polemiche scatenate in alcuni casi dagli ambientalismi per la produzione della carne - per produrre un chilogrammo di manzo, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science nel 2018, stimava infatti un massimo di 'soli' 60 kg di emissioni di anidride carbonica.

L'industria della cannabis negli Stati Uniti è divenuto un affare da 13 miliardi di dollari all’anno dopo la recente serie di legalizzazioni. Ma non si può certo dire che i potenti sistemi di illuminazione e climatizzazione che servono a curare le piantine di canapa, o cannabis che dir si voglia, fino a poter estrarre la sostanza attiva, la nota marijuana, rappresentino un processo ecologico e particolarmente rispettoso dell’ambiente.

"Sapevamo che le emissioni sarebbero state grandi, ma poiché non erano state completamente quantificate in precedenza, abbiamo identificato questo come un grande spazio di opportunità di ricerca", ha detto Hailey Summers, la ricercatrice dell'Università del Colorado State che ha lavorato alla ricerca.

Tuttavia nemmeno lei si sarebbe immaginata fino a quale punto l’impatto ambientale di tale produzione fosse imponente.

Elettricità, gas per il riscaldamento delle serre, luci di coltivazione ad alta intensità per 18 ore al giorno nella fase vegetativa, forniture di anidride carbonica per la crescita accelerata della piante, ventilazione, condizionamento, sono fattori che costano tantissimo in termini di emissioni.

Secondo un rapporto del Dipartimento della Salute pubblica e dell’Ambiente di Denver, il consumo di elettricità della città tra il 2013 e il 2018 sarebbe cresciuto tra l’1 e il 4% solo per le nuove coltivazione di cannabis.

I ricercatori hanno voluto anche creare una mappa con i consumi specifici per zona, dato che a seconda del clima, dell’umidità e delle temperature esterne, la coltivazione in serra può essere più o meno dispendiosa. In Florida per esempio serve meno riscaldamento che in Colorado ma serve una ben maggiore deumidificazione, hanno rilevato i ricercatori.

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