21:38 12 Aprile 2021
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Archeologo involontario a 11 anni, così un bambino ha contribuito alla ricostruzione della storia antica dei popoli che abitavano il Deserto del Negev.

Ci sono luoghi nel mondo che sanno ancora sorprendere e riservare sorprese agli abitanti di questo pianeta, bambini compresi.

Uno di questi luoghi è il Deserto del Negev, dove un bambino di 11 anni, in compagnia della famiglia in escursione, ha ritrovato una piccola statuetta risalente al periodo biblico e raffigurante in forma stilizzata una figura femminile, lo riporta il The Jerusalem Post.

Amuleto di fertilità trovato
Amuleto di fertilità trovato

Ad annunciare la scoperta le autorità locali che si occupano della custodia dei beni culturali del luogo.

Il manufatto raffigura il corpo di una donna con il seno nudo e indossa una sorta di foulard o di sciarpa intorno al collo. Le sue mani sono incrociate sul grembo, per queste sue caratteristiche viene considerato un amuleto della fertilità.

Il manufatto è stato datato dagli esperti ed avrebbe all’incirca 2500 anni, risalendo quindi al tardo periodo del Primo Tempio o all’inizio del periodo persiano, più comunemente noto come il “Ritorno a Sion”.

Secondo l’autorità delle antichità, l’amuleto serviva anche come protezione dei bambini.

Gli esperti dei beni culturali israeliani intervenuti per valutare il ritrovamento hanno affermato che questo tipo di statuina in ceramica era molto frequente in Israele e se ne attesta la loro presenza in vari periodo storici.

Venivano utilizzate nell’ambiente domestico e nella vita di tutti i giorni come amuleti protettivi e per garantire prosperità.

Gli archeologi spiegano che nell’antichità la medicina era qualcosa di assai rudimentale, mentre la mortalità alla nascita elevata: un terzo dei nati non sopravviveva.

In assenza di medicina e di igiene, ci si affidava agli amuleti nella speranza di avere salva la vita.

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Archeologia
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