23:17 11 Aprile 2021
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Sei seppie sono state in grado di superare il test del marshmallow, ideato per bambini umani dall'Università di Stanford, che si propone di verificarne la resistenza alla frustrazione quale preludio a una gratificazione maggiore.

Sei seppie sono state sottoposte a una nuova versione del test del marshmallow, con i risultati lusinghieri per i cefalopodi. Lo rivela Sciene Alert.

Il test del marshmallow consiste nel mettere  in una stanza con un marshmallow un bambino, che se resisterà nel mangiarlo per più di 15 minuti ne riceverà due, potendo deliziare il suo palato con entrambi. 

Ciò serve per misurarne la resistenza alla frustrazione in vista di una ricompensa maggiore e sembra che le seppie, secondo il team di ricercatori guidato dall'ecologa comportamentale Alexandra Schnell dell'Università di Cambridge, si siano evolute sviluppando la capacità di apprendere e adattarsi per sopravvivere nello spietato mondo marino in cui vivono.

Già l'anno scorso alcune seppie avevano superato un'altra versione del test, dimostrando di potersi astenere dal mangiare un pasto a base di carne di granchio al mattino dopo aver appreso che la cena sarebbe stata a base di gamberetti, il loro cibo preferito.

Per il team della Schnell, tuttavia, ciò non era abbastanza per dimostrare la capacità di autocontrollo degli animali e così ha elaborato una nuova versione del test. 

Qui sei seppie venivano poste in una speciale vasca con due camere chiuse, dotate di porte trasparenti in modo che i cefalopodi potessero vedere all'interno. Nelle camere c'erano degli spuntini: un pezzo poco invitante di gamberone crudo in una e un gamberetto vivo, molto più appetitoso, nell'altra.

Le porte avevano anche dei simboli che le seppie erano state addestrate a riconoscere: un cerchio significava che la porta si sarebbe aperta immediatamente; un triangolo che si sarebbe aperta dopo un intervallo di tempo compreso tra 10 e 130 secondi; un quadrato, utilizzato solo nella condizione di controllo, che rimaneva chiusa a tempo indeterminato.

Nella condizione di prova, il gambero morto è stato posto dietro la porta aperta, mentre il gamberetto era accessibile solo dopo un po' di tempo. Se la seppia si fosse gettata sul gambero, il gamberetto sarebbe stato immediatamente tolto.

Nel frattempo, nel gruppo di controllo, i gamberetti rimanevano inaccessibili dietro la porta con il quadrato, che non si sarebbe aperta.

I ricercatori hanno scoperto che tutte le seppie nelle condizioni di prova hanno deciso di aspettare i loro amati gamberetti, ma non lo hanno fatto nel gruppo di controllo, dove non potevano accedervi.

"Le seppie nel presente studio erano tutte in grado di aspettare la migliore ricompensa e sostenere ritardi tollerati fino a 50-130 secondi, ciò che avviene anche nei vertebrati dal cervello grande come scimpanzé, corvi e pappagalli", ha detto la Schnell.

L'altra parte dell'esperimento consisteva nel testare quanto fossero brave le sei seppie nell'apprendimento. Qui gli sono stati mostrati due diversi segnali visivi, un quadrato grigio e uno bianco. Quando si sarebbero avvicinati all'uno, l'altro sarebbe stato rimosso dalla vasca; se avessero fatto la scelta corretta, sarebbero state ricompensate con uno spuntino.

Dopo che i cefalopodi avevano imparato ad associare un quadrato a una ricompensa, i ricercatori hanno cambiato le indicazioni, in modo che l'altro quadrato diventasse il segnale di ricompensa. È interessante notare che le seppie che hanno imparato ad adattarsi più velocemente a questo cambiamento sono state anche quelle che hanno potuto aspettare più a lungo per la ricompensa dei gamberetti.

Sembra quindi che le seppie possano esercitare autocontrollo ma ciò che non è chiaro è il motivo. I ricercatori pensano che questa capacità di ritardare la gratificazione possa avere qualcosa a che fare con il modo in cui le seppie si procacciano il loro cibo.

"Le seppie trascorrono la maggior parte del loro tempo mimetizzandosi, sedendosi e aspettando, periodi punteggiati da brevi periodi di foraggiamento. Interrompono il camuffamento quando si nutrono, momento in cui sono esposte a ogni predatore nell'oceano. Supponiamo che la gratificazione ritardata possa essersi evoluta come sottoprodotto di questo fatto, quindi le seppie possono ottimizzare la ricerca di cibo aspettando di sceglierne una qualità migliore", ha detto la Schnell.

È un esempio affascinante di come strategie molto diverse in specie molto diverse possano portare a comportamenti e capacità cognitive simili. Il team ha già posto le basi per una futura ricerca che dovrebbe determinare se davvero le seppie sono in grado di pianificare il futuro.

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