17:22 10 Aprile 2021
Scienza e tech
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Un team di specialisti del Massachusetts Institute of Technology ha decifrato una lettera che ha più di 300 anni. Si è rivelato un processo molto complicato perché la carta è stata piegata più volte e non poteva essere aperta senza essere danneggiata.

La lettera, insieme ad altra corrispondenza non consegnata, era conservata nel vecchio baule di una coppia di amministratori postali, Simon e Marie Brienne, i quali hanno gestito una parte significativa della posta internazionale alla fine del XVII secolo.

La cassa, denominata Collezione Brienne, contiene più di 2600 lettere, 600 delle quali mai aperte, e nel 1926 fu trasferita al museo postale de L'Aia.

Nel XVII secolo il destinatario pagava le spese di spedizione e di affrancatura. Se questi moriva, era assente o non aveva soldi, gli amministratori postali non potevano incassare e usavano distruggere quelle lettere. A differenza di loro, i Briennes le conservavano nella speranza che qualcuno le recuperasse e pagasse le spese di spedizione.

I mittenti di queste lettere le hanno chiuse usando il letterlocking, tecnica che era praticata per proteggerne il contenuto poiché non era possibile aprirle senza lasciare traccia.

Utilizzando la microtomografia a raggi X, un team di scienziati ha aperto per la prima volta una di queste lettere. La missiva fu inviata nel luglio 1697 dal francese Jacques Sennacques a suo cugino Pierre Le Pers per richiedere una copia autentica del necrologio di un certo Daniel Le Pers. I risultati della sua scoperta sono stati pubblicate su 'Nature Communications'.

"Abbiamo utilizzato il raddoppio virtuale per testare le nostre teorie sul letterlocking e fare luce su una forma di crittografia fisica storicamente vitale, ma a lungo sottovalutata", scrivono gli autori dello studio.

Mentre i metodi a raggi X erano stati sviluppati in ricerche precedenti per aprire le lettere piegate solo un paio di volte, questo team ha deciso di progettarne uno che potesse essere utilizzato universalmente per lettere piegate in modo complesso.

La cosa divertente è che queste macchine sono state inizialmente concepite per uso odontoiatrico.

"Stiamo radiografando la storia. Chi avrebbe mai pensato che uno scanner progettato per guardare i denti ci avrebbe portato così lontano?", ha detto David Mills, membro del team e direttore della struttura di microtomografia a raggi X presso la Queen Mary University di Londra.
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