10:38 17 Aprile 2021
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La particella fantasma, un neutrino, è stata indicata come proveniente da una galassia lontana milioni di anni luce dalla nostra.

Gli scienziati della Humboldt University di Berlino e del Deutsches Elektronen-Synchrotron-Desy, in collaborazione con la New York University, il California Institute of Technology e l'Arizona State University hanno registrato per la prima volta il contatto tra una stella e un buco nero.

Stando alle rilevazioni presentate nello studio, il corpo celeste è stato letteralmente inghiottito dal buco nero, che a sua volta ha "sputato fuori" una particella fantasma.

Quest'ultima è conosciuta come neutrino e permette di ricostruire e di provare catastrofi cosmiche quali la morte di una stella e che possono in un certo senso rendere conto della composizione del cosmo in passato.

La definizione di particella fantasma in sé è dovuta alla peculiare caratteristica dei neutrini di passare inosservati anche durante l'attraversamento di interi pianeti o stelle da cui il nome che nulla ha a che vedere con la loro identica chimico-fisica, perfettamente nota.

Testimone di un lontano passato

Nel corso del loro lavoro gli esperti sono riusciti grazie ad esso a ricostruire delle istantanee dell'universo così come esso appariva circa 700 milioni di anni fa, data in cui si stima il neutrino sia partito dal suo sistema di origine ed equivalente al periodo in cui sulla Terra apparvero i primi animali.

Il neutrino era stato individuato per la prima volta il 9 aprile 2019 dalla Zwicky Transient Facility (ZTF), una dell’Osservatorio Palomar di Caltech nella California meridionale, con l'individuazione di un bagliore che era poi diventato oggetto dello studio.

L'identità della particella era stata confermata sei mesi dopo, l’1 ottobre 2019 , quando l rivelatore di neutrini IceCube al Polo Sud ha registrato un neutrino estremamente energetico proveniente proprio dalla direzione precedentemente identificata

La galassia di provenienza del neutrino non possiede al momento alcuna denominazione, ma è stata catalogata come MASX J20570298 + 1412165 e la sua ubicazione è nella galassia del Delfino.

Per quanto riguarda il buco nero, si stima che esso possa raggiungere una massa pari a circa 30 milioni di soli.

Il viaggio al centro della galassia
© Depositphotos / sdecoret, ESA/Herschel/PACS, SPIRE/Hi-GAL Project
Il viaggio al centro della galassia

Un singolare fenomeno

Il raro fenomeno di assorbimento da parte del buco nero di una stella, è stato descritto da Robert Stein, primo autore del lavoro in questione:

"La forza di gravità diventa sempre più forte più ti avvicini a qualcosa. Ciò significa che la gravità del buco nero attira il lato vicino della stella più fortemente del lato più lontano della stella, determinando un effetto di allungamento. Questa differenza è chiamata forza di marea e quando la stella si avvicina, questo allungamento diventa più estremo, fino a distruggere la stella e quindi lo chiamiamo un evento di distruzione mareale. È lo stesso processo che porta alle maree oceaniche sulla Terra, ma fortunatamente per noi la luna non tira abbastanza forte da distruggere la Terra", ha chiarito.

Come specificato dall'equipe, si tratta della prima volta in cui un neutrino prodotto di un evento di distruzione mareale viene dai centri di osservazione terrestre:

"Questo è il primo neutrino collegato a un evento di distruzione mareale e ci fornisce prove preziose – spiega ancora Stein – Gli eventi di distruzione mareale non sono ancora ben compresi. La rilevazione del neutrino indica invece l’esistenza di un potente motore centrale vicino al disco di accrescimento, che emette particelle veloci. E l’analisi combinata dei dati provenienti da telescopi radio, ottici e ultravioletti ci fornisce un’ulteriore prova che l’evento agisce come un gigantesco acceleratore di particelle".

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