11:14 17 Aprile 2021
Scienza e tech
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L'attività vulcanica del cratere di Sud Est si è intensificata negli ultimi dieci giorni, regalando magnifici spettacoli notturni di fuoco, immortalati dal super-occhio dell'agenzia spaziale italiana.

Le fontane di lava e i fronti di fuoco, aperti nei giorni scorsi lungo il versante est del vulcano Etna, sono stati fotografati dallo spazio dal satellite Prisma dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Le immagini sono state elaborate utilizzando il canale visibile (Vnir)  del sistema di osservazione iperspettrale realizzato da Leonardo. Il satellite, oltre a catturare le spettacolari immagini delle eruzioni vulcaniche fra fuoco e neve, è in grado di prevedere le future colate, stimando il modo in cui evolveranno i fronti lavici. 

Cos'è Prisma

PRISMA (PRecursore IperSpettrale della Missione Applicativa) è un sistema di osservazione della Terra dotato di strumenti elettro-ottici, che integra un sensore iperspettrale con una macchina fotografica media risoluzione sensibile a tutti i colori (pancromatica). L'occhio spaziale, lanciato in orbita il 22 marzo 2019 a bordo di un vettore Vega, è in grado di distinguere, oltre alle caratteristiche geometriche degli oggetti osservati, anche la composizione chimico-fisica della superficie terrestre. 

Il satellite rileva la firma spettrale, una vera e propria impronta digitale, data dalle combinazioni di colore, unica per ogni materiale. Lo strumento di elettro-ottica di identificare un oggetto e risalirne alle caratteristiche dalla sua orbita di 615 km di altezza, analizzandone la firma spettrale. 

Prevedere le colate

Il sistema elabora i dati relativi al pennacchio, che rivelano la composizione dei gas, uno dei parametri premonitori dell'eruzione. L'analisi della firma iperspettrale delle aree ad alta emissione termica (hot-spot) consente di stimare l’energia emessa e prevedere l'attività vulcanica. In questo modo il super-occhio è in grado riconoscere i fronti lavici e prevedere il modo in cui si evolveranno le colate future. 

E' quanto è accaduto con l'ultimo fenomeno parossistico dell'Etna, la sera del 24 febbraio. Le immagini catturate dal satellite suggerivano nuove evoluzioni vulcaniche che sono arrivate da lì a poche ore, con parossismi e trabocchi lavici. 

 

Tags:
eruzione, Etna, Italia
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