21:34 25 Febbraio 2021
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Lo studio prenderà in analisi le varianti inglese, brasiliana e sudafricana, le tre maggiormente note al momento attuale

​L'Istituto superiore di sanità ha reso noto di aver avviato un'indagine rapida il cui obiettivo dichiarato è quello di mappare il grado di diffusione delle varianti di Sars-CoV-2 sul territorio italiano.

Lo studio sarà coordinato dall'Iss e riceverà il supporto di Fondazione Kessler, ministero della Salute, Regioni e PPAA.

In particolare, si legge in una circolare del ministero della Salute, si cercherà di effettuare una catalogazione quanto più esaustiva possibile dei casi di variante inglese, brasiliana e sudafricana.

Il metodo di analisi

Per l'occasione, saranno presi in analisi un totale di 1.058 campioni positivi al Sars-Cov-2 notificati il 18 febbraio e provenienti da quattro macro aree: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole.

In particolare, il numero di campioni per Regione è così distribuito:

  • 42 Abruzzo;
  • 7 Basilicata;
  • 11 Calabria;
  • 95 Campania;
  • 97 Emilia-Romagna;
  • 27 Friuli Venezia Giulia;
  • 123 Lazio;
  • 22 Liguria;
  • 167 Lombardia;
  • 38 Marche;
  • 1 Molise;
  • 57 Bolzano;
  • 20 Trento;
  • 76 Piemonte;
  • 58 Puglia;
  • 6 Sardegna;
  • 53 Sicilia;
  • 61 Toscana;
  • 32 Umbria;
  • 1 Valle d'Aosta;
  • 64 Veneto.

L'allarme dell'Iss sulla variante inglese

Nella giornata di mercoledì, in una nota pubblicata nell’area domande e risposte dedicate alle varianti del coronavirus, ha riferito che in base ai primi studi preliminari la variante inglese risulta essere più virulenta e letale delle altre.

Per quanto riguarda le varianti brasiliana e sudafricana, al momento non sono state identificate evidenze scientifiche che possano dirci se esse siano più gravi e letali.

Lunedì, invece, lo stesso Iss aveva presentato uno studio dedicato al monitoraggio della variante inglese in Italia, che ha accertato la presenza nel 17% dei casi Covid-19 presenti nelle regioni italiane.

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