00:42 06 Marzo 2021
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All’interno dell’International Database on Longevity, che raccoglie dati relativi a 15 Paesi, figurano 138 soggetti che hanno superato la soglia dei 110 anni. Al mondo oggi si registra un’impennata dei casi di persone di oltre 100 anni.

Sputnik cerca di capire in questo articolo cos’hanno in comune queste persone e quale sia il segreto di una vita così longeva.

Poveri, ottimisti e longevi in Costa Rica

Si crede che la longevità sia appannaggio di ricchi ed eremiti. Ma questa convinzione è confutata dall’esperienza della Costa Rica, un piccolo e povero Paese del Centroamerica. Fra la popolazione cresce a dismisura il numero di centenari. Questa nazione occupa la seconda posizione nel continente americano dopo Canada e Cile per aspettativa di vita (80,2 anni), scrivono i ricercatori dell’Ospedale nazionale di Geriatria e Gerontologia.

Nel 2017 in Costa Rica sono stati registrati 623 centenari, la maggior parte dei quali nella provincia di San José. Tuttavia, a distinguersi è la penisola di Nicoya, una delle 5 cosiddette “zone blu”, ossia quelle aree che presentano un’anomala concentrazione di centenari.

Nella penisola vivono 43 soggetti particolarmente longevi, un quarto dei quali sono donne. L’età media è 102 anni. Tutti loro vivono sulla soglia della povertà: i sussidi e la pensione che percepiscono non superano nel complesso i 135 dollari USA. Soltanto il 58,8% di loro è in grado di leggere e scrivere. Due di loro al momento si trovano in una casa di riposo. Soltanto 12 di loro mangiano a sufficienza, mentre gli altri sono sottonutriti. Per la maggior parte di loro Nicoya è il luogo dove sono nati. Hanno passato qui tutta la loro vita: dunque, hanno goduto di condizioni ambientali analoghe, presentano simili abitudini alimentari e impiegatizie. Trenta centenari sono contenti della loro vita, solamente uno presenta i sintomi della depressione.

Cosa unisce i centenari

Alcuni ricercatori statunitensi con l’aiuto dei gerontologi hanno studiato i fattori sociali, psicologici e culturali che accomunano i soggetti più longevi di Paesi diversi. Tra le caratteristiche che consentono di superare la soglia dei 100 anni figurano la saggezza, la forza d’animo e l’ottimismo.

Gli autori dello studio osservano anche che molti centenari vivono in regioni dove è radicata la cultura tradizionale. Le 5 “zone blu” sono Loma Linda (California), Nicoya (Cosa Rica), la Sardegna, Icaria (Grecia) e Okinawa (Giappone). Sono dette blu per il colore della matita con cui gli studiosi di demografia evidenziarono la Sardegna quando capirono che i suoi abitanti raggiungevano i 100 anni di età con una frequenza dieci volte maggiore rispetto a quanto non accadesse negli USA.

Quattro di queste 5 zone sono isolate geograficamente. Sono tutte caratterizzate da forti legami familiari, dalla presenza di comunità chiuse, i soggetti che vi vivono sono di norma fisicamente attivi, non sedentari, hanno un’alimentazione prevalentemente vegetale e il loro stile di vita consente loro di ridurre lo stress.

In Sardegna gli uomini si occupano essenzialmente di pastorizia e percorrono durante le loro giornate oltre 8 km su pendii rocciosi. Non sorprende che l’isola italiana sia in testa per numero di centenari maschi.

Caso a parte è Loma Linda negli USA. Nella città vive una nutrita comunità di avventisti del settimo giorno che conducono uno stile di vita piuttosto rigido, hanno una dieta pressoché vegetariana, fanno sport, hanno lavori perlopiù fisici, riposano il sabato.

I soggetti più longevi presentano molte abitudini comuni: sono sempre alle prese con qualcosa a casa, escono a passeggiare, cucinano, leggono, scrivono memorie. Molti sono religiosi, credono che ci sia qualcosa oltre la nostra conoscenza. Ad esempio, Tao Porchon-Lynch, una yogini di 101 anni, parlava della rigenerazione di ogni cosa vivente. Pregano, meditano, osservano le pratiche orientali, si lavano con l’acqua fredda, fanno affidamento alle conoscenze popolari come l’ayurveda e la medicina tradizionale cinese. Si interessano di arte, giocano, lavorano come volontari in biblioteca, aiutano i vicini. Molti hanno una vita ben definiti e altrettanto chiari obiettivi. In Giappone per descrivere questo stile di vita esiste il termine ikigai.

Baby-boom e mese di nascita

L’impennata dei centenari è un fenomeno diffuso in tutto il mondo, come è stato dimostrato dagli scienziati dell’Università di Montreal sulla base dell’esempio canadese della provincia del Québec. Se fino agli anni ’30, secondo i censimenti, il numero era pressoché lo stesso ogni anno, dopo gli anni ’70 è cominciato a crescere. Nel 2016 erano 1757 ed erano quasi tutte donne.

Nel XXI secolo si è registrata una crescita vertiginosa non solo dei centenari, ma anche dei supercentenari (più di 110 anni). Gli autori dello studio ipotizzano che questo è stato possibile grazie al gran numero di nascite in un determinato periodo di tempo, alle migrazioni e al fatto che l’aspettativa di vita nel complesso è sempre più alta.

Secondo l’Istituto nazionale britannico di Statistica nel 2019 nel Paese vivevano oltre 600.000 persone con almeno 90 anni d’età. Le donne erano il doppio degli uomini (ad oggi il sesso è uno dei principali fattori di longevità). Nel Paese a dominare per numero di longevi è il Galles.

Senza dimenticare gli altri fattori, si consideri comunque che la significativa crescita dei centenari può anche essere dovuta, come ipotizzano i ricercatori britannici, al baby boom che si è verificato dopo la Prima guerra mondiale. Tra il 1919 e il 1920 vi fu infatti un aumento importante delle nascite.

Leonid e Natalya Gavrilova dell’istituto statistico NORC presso l’Università di Chicago hanno calcolato la stagione nella quale nascono più frequentemente i centenari. Hanno analizzato i dati di 1574 centenari negli USA che sono nati tra il 1880 e il 1895 e hanno appurato che c’è un picco per i nati tra settembre e novembre, mentre si osserva un calo a marzo, maggio e luglio. Non è astrologia questa: gli epidemiologi considerano il mese di nascita come una componente dell’ambiente che influisce sulla gravidanza e l’infanzia. Pensiamo alla quantità di raggi solari, alla temperatura atmosferica, al contatto con infezioni.

In un altro studio i ricercatori hanno elencato i fattori di estrema longevità. Tra questi il principale è quello ereditari. Se i genitori sono vissuti a lungo, è più probabile che la stessa sorte sia riservata anche ai figli. Ciononostante, osservano i ricercatori, uno stile di vita sano e buone condizioni ambientali sono più importanti della genetica. Ad ogni modo risulta difficile spiegare per quale motivo spesso a diventare centenari siano entrambi i membri di una coppia.

Un altro fattore importante è l’età in cui la madre ha dato alla luce il figlio o la figlia. Più giovane era la madre, più è probabile che si diventi centenari. Per gli uomini è altresì importante il tipo di attività lavorativa: chi negli anni ’30 era un agricoltore ha probabilità di diventare centenari 1,67 volte maggiori.

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