03:06 28 Febbraio 2021
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In una lettera indirizzata al nuovo premier Mario Draghi, un gruppo di professori e scienziati dell'Accademia dei Lincei propone di usare i fondi del Next Generation Eu per istituire una fondazione che possa finanziare e rilanciare la ricerca e l'innovazione nel nostro Paese.

Creare una “Fondazione per la Creatività Scientifica” per dare nuova linfa alla ricerca. È la proposta di un gruppo di professori italiani, membri della prestigiosa Accademia dei Lincei, che chiedono al premier Mario Draghi di investire i fondi del Recovery Fund per far ripartire ricerca e innovazione nel nostro Paese.

Investimenti nella ricerca

Il confronto tra l’Italia e gli altri Paesi europei nel campo degli investimenti e del numero di ricercatori, in effetti, è impietoso. “L’Italia attualmente investe solo circa lo 0,5 per del suo PIL in ricerca pubblica, di base e applicata”, denunciano attraverso il blog dell’Accademia dei Lincei sull’Huffington Post, Roberto Antonelli, Carlo Doglioni, Jacopo Meldolesi, Cesare Montecucco, Tullio Pozzan, Maurizio Prato, Giacomo Rizzolatti e Marco Tavani.

Per avere un termine di paragone, la Francia investe il 2,2 per cento del suo Pil e la Germania il 3,1. “Inoltre, - proseguono gli accademici - è da tener presente che spesso lo 0,5 per cento italiano viene speso in salari piuttosto che nelle attività di ricerca, e che è inutile creare nuovi ricercatori, le cui proposte di ricerca non verranno poi adeguatamente finanziate”.

Per contro l’Italia, si legge nella lettera aperta, “nelle riviste scientifiche di maggiore rilevanza la presenza di articoli di autori italiani è più alta, in termini di qualità e risonanza, in rapporto ai pochi fondi stanziati per la ricerca”. Il potenziale della nostra nazione in termini di progresso e innovazione, insomma, è racchiuso in una parola: “paradosso italiano”.

“La quantità, della scienza italiana è elevata/elevatissima – continua l’appello dei prof - tuttavia, una quota notevole di questa ricerca scientifica proviene da scienziati in media non giovanissimi, molti dei quali ormai vicini alla pensione”.

Fondi Next Generation Eu

Per questo, la proposta avanzata al neo presidente del Consiglio, è quella di utilizzare i fondi del Next Generation Eu per finanziare ricerche “in collaborazione fra industrie ed enti di ricerca pubblici e privati”, “network di ricerca in aree specifiche” e la “ricerca individuale di base”.

Per quest’ultimo punto, dove il tratto caratterizzante è quello della “creatività”, gli scienziati propongono di istituire una “Fondazione per la Creatività Scientifica (FCS)” che, sotto l’egida della presidenza del Consiglio, si dedichi “allo sviluppo della creatività ed innovazione scientifica attraverso il finanziamento di progetti di ricerca scientifica di base meritevoli proposti da singoli individui (bottom-up)”.

Gli autori della proposta la intendono come un organismo indipendente “governato da scienziati per gli scienziati” e finanziato “con fondi pubblici e privati”, come già accade in altri Paesi europei. Sul piano operativo i suoi compiti saranno quelli di predisporre i bandi per i progetti, valutare le proposte, finanziare i progetti dei vincitori e valutare il lavoro scientifico scaturito dal processo.

Insomma, per gli esperti, soltanto con una sinergia tra pubblico e privato si potranno gettare le basi per “un salto qualitativo e quantitativo della ricerca scientifica e della cultura italiana” e generare innovazione e sviluppo in tutti i settori.

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