13:48 05 Marzo 2021
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Gli scienziati con una precisione all’anno hanno stabilito la data di costruzione del misterioso sito di Por-Bazhyn su un isolotto nel bel mezzo di un lago della Repubblica di Tuva (Russia).

A determinare l’età del sito hanno contribuito gli Eventi di Miyake, un evento cosmico che ha lasciato tracce negli anelli di accrescimento degli alberi. Gli scienziati hanno spiegato a Sputnik chi e perché ha eretto in un luogo deserto sul permafrost uno dei più insoliti siti medioevali.

Khaganato uiguro o monastero

Le prime menzioni alle rovine su uno degli isolotti del lago Tere-Chol a monte del fiume Enisey risalgono all’inizio del XVIII secolo. Gli autoctoni chiamavano le rovine Por-Bazhyn che significa nella lingua di Tuva “casa d’argilla”. Per via della sua localizzazione isolata i ricercatori ci sono arrivati soltanto 2 secoli dopo. I ricercatori hanno riscontrato analogie di pianificazione con l’antica capitale degli Uiguri, ossia Ordu-Baliq, che dista da questo sito circa 300 km.

Alla scoperta della regione di Tuva
© REUTERS / Ilya Naymushin
Negli anni ’50 e ’60 Sevyan Baynshteyn, collaboratore dell’Istituto sovietico di Etnografia, fu il primo a effettuare scavi nel sito di Por-Bazhyn e fece risalire il sito alla metà del VIII secolo, ossia all’epoca del Khaganato uiguro. L’esperto riteneva che questo sito fosse uno delle 14 fortezze erette dal khagan Boyan-Chor per difendere le frontiere statali. Dunque, l’esperto giustificò l’isolamento della struttura con motivazioni di natura militare: infatti, la fortezza avrebbe dovuto essere il quartier generale estivo del comando militare.

Gli uiguri sono un popolo di origine turca. Oggi vivono in Cina e parzialmente in Uzbekistan, ma non possiedono una nazione propria. In passato gli uiguri crearono potenti imperi nomadi, svolsero un ruolo geopolitico importante in Eurasia. Storicamente detenevano i territori a sud-est del lago Balqaš e il nord della Mongolia. Nel VIII vi fu una fioritura del Khaganato.

“Gli uiguri aiutarono i reggenti della dinastia Tang a reprimere l’insurrezione di An Lushan, una delle più significative della storia. E per questo furono ringraziati. Infatti, una delle figlie dell’imperatore cinese fu data in moglie al khagan degli uiguri. Si dice che Por-Bazhyn fosse la residenza della principessa. È probabile che alla costruzione della struttura abbiano lavorato anche architetti cinesi in quanto la planimetria presenta delle analogie con la Città Probita di Pechino”, sostiene Irina Arzhantseva, esperta scientifica dell’Istituto di Etnologia e Antropologia della RAN e docente del Centro di Archeologia classica e orientale presso la Scuola superiore di economia di Mosca (HSE).

Sotto la guida di Arzhantseva nel 2007-8 si effettuarono scavi e ricerche sul sito. I lavori furono finanziati dalla fondazione culturale “Fortezza Por-Bazhyn” patrocinata da Sergey Shoygu. Le costruzioni si estendono su una superficie di 35.000 m2 e occupano di fatto l’intera isola. Al centro vi è il castello, mentre attorno si dipana una serie di cortili interni divisi da mura alte un paio di metri.

“Por-Bazhyn fu costruita in maniera egregia: tanti dettagli in legno, molte tegole in argilla sul complesso centrale”, osserva la ricercatrice.

Ma pare che la planimetria del sito sia di natura sacrale piuttosto che militare. Così è nata una nuova ipotesi: il sito potrebbe essere un monastero eretto volutamente in un luogo così isolato.

Conversione religiosa

Rimaneva da appurare a quale religione fosse dedicato il monastero. Gli uiguri storicamente professavano il tengrismo, un’antica credenza che venerava la divinità Tengri, parola che in turco significa “cielo”. I credenti di questa religione non costruivano monasteri. Ma durante la reggenza di Boyan-Chor avrebbero potuto farlo i buddhisti che in quel periodo si stavano attivamente estendendo verso Est.

“In tal caso avremmo dovuto rinvenire frammenti di statuette di Buddha, ma così non è stato. Si sono conservati persino numerosi dettagli delle costruzioni in legno, ma non le statuette. Nel plesso centrale abbiamo rinvenuto un pannello dipinto senza soggetto, ma con un motivo analogo a un grande carattere cinese. Non è stato rinvenuto alcun utensile nel monastero”, spiega Arzhantseva.

A Boyan-Chor in qualità di reggente fece seguito il figlio Byogyu-kagan. Nel 762 in Tibet si convertì al manicheismo e portò dei predicatori manichei nella capitale. La loro dottrina riuniva elementi del giudaismo, del buddhismo e del cristianesimo. Per i manichei la vita rappresenta la liberazione dall’Oscurità, concetto che comprendeva tutte le cose materiali, a favore della Luce, ossia tutto ciò che è spirituale. Tuttavia, gli uiguri si rivoltarono poiché non volevano venir meno alle credenze trasmesse loro dagli antenati.

Nel 779 Byogyu-kagan fu ucciso in seguito a un colpo di Stato contro le tendenze manichee. Por-Bazhyn al tempo era già stata eretta. Il problema consiste nel fatto che gli scienziati non hanno un metro di paragone in quanto a nostra conoscenza non esistono altri monasteri manichei.

A gettar luce su questo mistero potrebbe contribuire una datazione precisa del sito. Ma l’usuale analisi al radiocarbonio fa risalire il sito a una datazione che differisce da quella ipotizzata di 100-150 anni. Si ottengono risultati migliori se si combinano quelli conseguiti al metodo della dendrocronologia, ossia la datazione in base agli anelli di accrescimento degli alberi. Con questo metodo la datazione è diventata più precisa e presentava un margine di errore nell’ordine di decenni. Il sito è stato fatto risalire agli anni ’70 dell’VIII secolo. Dunque, si tratta di una costruzione successiva a Boyan-Chor, il che ci consente di confutare l’ipotesi di un sito buddhista.

Tracce di brillamenti solari negli alberi

Nel 2012 nell’anello di accrescimento di un antico cedro corrispondente all’anno 775 d.C. la dottoranda dell’Università di Nagoya Fusa Miyake scoprì un contenuto eccessivamente elevato del isotopo radioattivo del carbonio 14. Presto si appurò la natura planetaria del fenomeno che venne collegato a un flusso di protoni derivanti da un potente brillamento solare. In seguito si rilevarono ulteriori due eventi analoghi (nel 660 d.C. e nel 993 d.C.), impressi nella composizione isotopica degli anelli di accrescimento.

Andrey Panin, docente della cattedra di Geografia presso l’MGU e direttore del dipartimento di Paleogeografia presso l’Istituto di Geografia della RAN, il quale prese parte agli scavi di Por-Bazhyn, ipotizzò che i tronchi di larice rinvenuti alla base delle mura del sito fossero stati abbattuti negli anni 770 e che dunque fosse probabile che gli ultimi loro anelli di accrescimento presentassero tracce dell’evento di Miyake.

Furono allora inviati alcuni ceppi provenienti da Por-Bazhyn al Centro di ricerche isotopiche dell’Università di Groninga (Olanda). Grazie al permafrost l’albero si era conservato perfettamente. Furono effettuate 23 misurazioni con l’ausilio della tecnica della spettrometria di massa con acceleratore. Effettivamente nel terzo anello dalla corteccia si registrò un’anomalia del carbonio 14 corrispondente all’evento di Miyake del 775. In base a questo valore fu determinata la stagione di abbattimento dell’albero e, di conseguenza, la data di costruzione del sito, ossia l’estate del 777. Poiché vi sono evidenze del fatto che la costruzione durò per due stagioni, ciò significa che si concluse nel 778, alla vigilia del colpo di Stato contro i manichei.

“Così è confermata l’ipotesi da noi proposta che Por-Bazhyn fosse un monastero manicheo”, commenta Andrey Papin.

Durante gli scavi si appurò qualcosa di sorprendente: Por-Bazhyn non fu abitata, ma pare che non venne mai utilizzata. Infatti, non sono stati trovati resti di attività umana. Gli archeologi hanno trovato una fossa contenente scarti edilizi e al suo interno un orecchino maschile in argento tipico dei turchi di quel tempo. Rinvenuti furono anche frammenti di alcune stoviglie in ceramiche vicino alle porte. Pare, dunque, che il monastero venne abbandonato quasi subito dopo la costruzione.

“Sostengo la versione per la quale per via dell’insurrezione antimanichea Por-Bazhyn in quanto struttura di culto perse il suo significato e per altri scopi la sua dislocazione su un’isola non la rendeva adatta”, conclude Arzhantseva. Ad ogni modo, la ricercatrice sottolinea che si tratta soltanto di un’ipotesi.

Il buon stato di conservazione di Por-Bazhyn nel permafrost ha consentito di scoprire molto riguardo alle tecniche edilizie del tempo. Le ricerche hanno coinvolto molte figure: archeologi, geofisici, geomorfologi, agronomi, criolitologi. Oggi questo è l’unico sito archeologico al mondo ad essere datato con così tanta precisione, grazie all’evento di Miyake.

L’isola su cui si trova Por-Bazhyn costituito un pingo lacustre, una vera rarità dal momento che acqua e permafrost sono tra loro antagonisti, osserva Panin. Questo pingo si venne a creare tra 3.500 e 4.000 anni fa e fino al XX secolo era stabile. Ora invece l’isola si sta deteriorando molto velocemente. La causa è ancora da stabilire: cambiamenti climatici o ragioni più prettamente legate allo specifico territorio.

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