16:23 07 Marzo 2021
Scienza e tech
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Il presidente del Css si è detto favorevole ad un approccio "laico" nei confronti dei nuovi vaccini anti-Covid per i quali verrà fatta domanda di registrazione in Italia.

Intervenendo ai microfoni di 'Buongiorno' su Sky Tg24, il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) ha definito "interessanti" i dati apparsi nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet e inerenti il vaccino russo anti-Covid Sputnik V.

L'esperto ha esortato poi a trattare il tema dei vaccini senza preconcetti di sorta, andando a valutare unicamente i criteri oggettivi che ne certificano il tasso di efficacia e di sicurezza:

"Io credo che ci dobbiamo accostare a ogni vaccino con un atteggiamento che definirei laico, cioè valutare quello che è il profilo di sicurezza ed efficacia attraverso analisi rigorose, come quelle che garantiscono l'autorità regolatoria europea e quella italiana, e fare valutazioni sulle pubblicazioni scientifiche che verranno a essere prodotte", ha detto Locatelli.

40 milioni di dosi entro giugno

Il professore ha quindi affrontato la questione dell'immunità di gregge, affermando che, stando alle attuali previsioni, è possibile ipotizzare che circa un terzo della popolazione italiana sarà vaccinata entro il mese di giugno:

"La disponibilità di vaccini anti-Covid entro il mese di giugno è quantificabile nell'ordine più o meno dei 40 milioni" di dosi. Quindi dovremmo arrivare largamente a una cifra importante di persone che vengono a essere vaccinate. Siamo nell'ordine dei 20 milioni di persone almeno per il mese di giugno", è la stima di Locatelli

Scendendo nel dettaglio, Locatelli ha spiegato che fino ad ora all'Italia sono stati:

  • consegnati 2 milioni di dosi di vaccino in gennaio;
  • 4 milioni di dosi attesi per febbraio;
  • 8,3 milioni di dosi per marzo;
  • circa 25 milioni per il trimestre successivo.

Una cifra, quest'ultima, che come fatto notare da Locatelli potrebbe anche accrescersi sulla base del numero di nuovi vaccini che saranno approvati dalle autorità sanitarie europee e italiane.

I primi operatori sanitari vaccinati allo Spallanzani
I primi operatori sanitari vaccinati allo Spallanzani

Il vaccino Sputnik V

L'11 agosto scorso la Russia ha registrato il suo primo vaccino contro il Covid-19, chiamato Sputnik V e sviluppato dagli scienziati del Centro di Epidemiologia e Microbiologia "Gamaleya". Il farmaco è commercializzato dal Fondo Russo per gli Investimenti Diretti, responsabile della conduzione delle trattative sull'esportazione e produzione all'estero di questo farmaco.

Il vaccino è costituito da due componenti e il vettore utilizzato per indurre la risposta immunitaria dell'organismo si basa su un adenovirus umano. Il vaccino viene somministrato due volte, in un intervallo di 21 giorni. Negli studi clinici ha mostrato un'efficacia del 100% contro i casi gravi di Covid-19, ovvero nessuno dei soggetti vaccinati nei test ha contratto sintomi gravi della malattia se infettato dal coronavirus.

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