05:38 16 Maggio 2021
Scienza e tech
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Gli adolescenti sanno delle sfide (challenge) sui social network perché passano sempre più tempo online. Tutto sbagliato? Forze no, ma le problematiche ci sono e andrebbero affrontate.

Una nuovo monitoraggio effettuato dal Cnr e da ESPAD Italia, che dal 1999 rileva le abitudini, stili di vita e consumi degli studenti italiani, hanno verificato come la fascia di età 15 – 19 anni trascorra sempre più tempo sui social network e in 400 mila sanno delle sfide proposte sui social media.

Quindi secondo l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, come riporta l’Agi, sono in particolare le ragazze a trascorrere più tempo sui social network rispetto ai loro coetanei maschi.

E proprio le ragazze mostrano la consapevolezza di essere in una condizione di uso problematico dei social network. Il 46% di media della fascia di età 15-19 anni in Europa crede di avere un rapporto problematico con i social network e addirittura il 53% in Italia.

Ma sono appunto le ragazze a presentare le percentuali più alte di disagio con il 54% contro il 37% dei ragazzi, in Europa; mentre in Italia le cifre del disagio legato al troppo uso dei social network sale al 62% per le donne e al 44% per i maschi di fascia 15-19 anni.

Sempre più tempo online

L’indagine mostra che la fascia di età 15-19 anni che dichiara di passare meno di un’ora al giorno online è passata dal 34% nel 2018 al 20% nel 2020.

© Depositphotos / Oneinchpunch
Ragazzi giovani con i cellulari

Complice la pandemia? Probabilmente ha accelerato il fenomeno, ma la tendenza alla crescita era già in corsa.

Tutto negativo? No, se lo strumento viene utilizzato adeguatamente e, ad esempio, per effettuare ricerche consapevoli a fini personali e di studio, quindi per apprendere da fonti autorevoli cose nuove e utili.

Sorge un problema quando l’adolescente spende numerose ore sui social e nelle chat, e non ha una vita sociale al di fuori dello smartphone o della console gioco o del computer di casa.

Le challenge sui social

Da “Chubby bunny challenge” a “Water bottle flip challenge”, le sfide online sono cresciute negli anni e non nascono al tempo della pandemia.

La sfida che consiste nel parlare con un marshmallow in bocca (Chubby bunny) o di capovolgere una o più bottiglie senza farle cadere, sono sfide presenti sui social da tempo. Non tutte sono da stigmatizzare, perché alcune sono innocue e divertenti.

Ciò che sta causando grossi problemi sono le sfide (challenge) che mettono a repentaglio la vita in modo più o meno consapevole delle nuove generazioni, e le cronache di questi giorni ci hanno richiamati alla realtà.

Il problema c’è, evidenzia la ricerca, e va analizzato senza drammatizzare, magari educando prima sé stessi come adulti per poi educare i propri figli adolescenti e preadolescenti.

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