07:43 16 Maggio 2021
Scienza e tech
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Una nuova tecnologia propulsiva sperimentale basata sullo iodio, potrebbe aiutare nella riduzione della spazzatura spaziale che si è ammassata intorno alla Terra.

“Per la prima volta un satellite per le telecomunicazioni ha usato il propellente allo iodio per cambiare la sua orbita intorno alla Terra”, a renderlo noto è l’Agenzia spaziale europea (ESA).

La piccola ma potenzialmente dirompente innovazione, scrive l’Esa, “potrebbe aiutare a ripulire i cieli dalla spazzatura spaziale consentendo a piccoli satelliti di auto distruggersi a basso costo e facilmente alla fine della loro missione”, dirigendosi semplicemente verso l’atmosfera terrestre dalla quale verrebbero disintegrati in pochi secondi riducendosi in polvere.

Secondo le previsioni dell’Esa la tecnologia della propulsione allo iodio ad uso spaziale potrebbe essere applicata anche ai CubeSat, i piccoli satelliti in miniatura, per prolungare la loro vita nello spazio. In particolare l’Agenzia spaziale pensa a quelli che si occupano di monitorare le colture agricole sulla Terra.

Ma anche i nanosat che garantiscono l’accesso globale ad internet potrebbero essere alimentati da tale tipo di propulsione quando l’attrazione gravitazionale li riporta verso il pianeta.

La tecnologia è stata sviluppata da ThrustMe, una spin-off del Politecnico e dal Centro di ricerche nazionali francese (CNRS). Il progetto è supportato dall’Esa attraverso il suo programma ARTES.

L’esperimento

Lo scorso mese di novembre ThrustMe ha lanciato nello spazio il suo sistema propulsivo implementato in un nanosat chiamato SpaceTy Beihangkongshi-1.

Ad inizio mese è stato effettuato un test della propulsione allo iodio per variare la posizione orbitale del satellite: manovra riuscita con successo.

Vantaggi della propulsione allo iodio

La propulsione allo iodio è meno costosa perché utilizza tecnologie più semplici rispetto ai propellenti tradizionali.

Inoltre lo iodio non è tossico e questa importante caratteristica lo contraddistingue rispetto agli attuali propellenti usati nei satelliti spaziali.

Anche la gestione sulla Terra è più semplice perché a temperatura ambiente lo iodio è solido e non richiede particolari strutture e procedure per il suo stoccaggio.

Quando viene riscaldato lo iodio passa immediatamente allo stadio gassoso senza passare per lo stato liquido (sublimazione).

Tags:
Spazio, ESA
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