00:43 06 Marzo 2021
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Google, tra le altre piattaforme multimediali, è apparsa venerdì davanti a una commissione del Senato australiano che esaminava la legge sul codice di contrattazione obbligatorio dei media e delle piattaforme digitali del governo federale.

Google e Facebook hanno affermato che potrebbero dover interrompere alcuni dei loro servizi in Australia se la nuova legge che obbliga le aziende a pagare i media per la pubblicazione dei loro contenuti verrà approvata.

La normativa in questione è un disegno di legge che stabilisce un codice di condotta obbligatorio di contrattazione delle piattaforme digitali, col fine di appianare "gli squilibri del potere contrattuale tra le piattaforme digitali".

Secondo il disegno di legge, le piattaforme digitali e i media sarebbero “incentivate” a raggiungere accordi sui pagamenti per i contenuti delle notizie sui servizi di piattaforma sopra citati.

Google ha dichiarato venerdì che non sarebbe possibile per la società continuare a offrire il proprio motore di ricerca in Australia se questa legge venisse approvata.

Melanie Silva, l'amministratore delegato di Google Australia e Nuova Zelanda, ha detto alla commissione del Senato australiano che il codice proposto costituirebbe un "pericoloso precedente".

"Il principio del collegamento illimitato tra i siti web è fondamentale per la ricerca e, insieme al rischio finanziario e operativo ingestibile, se questa versione del codice dovesse diventare legge, non ci darebbe altra scelta se non smettere di rendere disponibile la Ricerca Google in Australia", ha sottolineato.

Ha aggiunto, tuttavia, che la società voleva applicare modifiche al codice per renderlo "funzionante" e che desiderava stipulare accordi con le società di media per pagare i contenuti.

Nel frattempo, i rappresentanti di Facebook hanno ribadito le minacce di rimuovere i contenuti delle notizie dai feed degli utenti sulla loro piattaforma.

Facebook ha affermato che il codice era impraticabile nella sua forma attuale e ha chiesto che alle piattaforme digitali vengano dati sei mesi per negoziare accordi con le società di notizie direttamente prima di essere influenzate dal codice obbligatorio.

Rod Sims, presidente della Australian Competition and Consumer Commission, l'organizzazione che ha sviluppato il codice, ha sottolineato che questo non era semplicemente un requisito per Google e Facebook per pagare i clic per gli articoli di notizie.

"Le discussioni di cui siamo a conoscenza si sono concentrate sul pagamento di importi forfettari anticipati, non per clic."

"Questo codice dà la possibilità di arbitrato, che sospetto non verrà usata così spesso, tuttavia questa uniforma il processo di contrattazione. Questo è davvero l'unico modo in cui possiamo ottenere accordi commerciali", ha detto.

Se Google e Facebook dovessero procedere con le loro minacce, i 19 milioni di australiani che usano Google ogni mese non sarebbero più in grado di utilizzare la Ricerca Google, mentre 17 milioni di australiani che accedono a Facebook ogni mese non sarebbero in grado di vedere o pubblicare alcun articolo di notizie sul sito.

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