03:07 28 Febbraio 2021
Scienza e tech
URL abbreviato
120
Seguici su

Uno studio britannico ha analizzato l'impatto degli stati d'animo individuali che vengono condivisi sui social per coglierne gli effetti emotivi collettivi all’interno del gruppo di condivisione. È risultato che gli adolescenti tendono a fare propri gli stati d’animo dei loro contatti e che le emotività negative siano più contagiose delle positive.

Lo studio compiuto delle università di Oxford e Birmingham “Sharing the Load: Contagion and Tolerance of Mood in Social Networks”, pubblicato dall'American Psychological Association, indaga il tema del ‘contagio emotivo’ tra gli adolescenti via social. Tema di particolare rilevanza, sostengono gli psicologi, in questi tempi di distanziamento sociale dove l’amicizia e la condivisione virtuale tende a sostituire quella reale.

Gli studiosi hanno rilevato, analizzando le interazioni social di un campione di 79 giovani nel 2018, che in realtà la vita virtuale non è affatto meno empatica rispetto a quella reale e che le emozioni espresse via social possono trasmettersi ed essere fatte proprie dai partecipanti a gruppi, follower o amicizie social.

In particolare è stato rilevato che gli adolescenti possono cogliere gli stati d’animo dei loro amici e che soprattutto le emozioni negative pare siano anche più contagiose rispetto a quelle positive.

Quest’ultimo aspetto pare in contraddizione con precedenti studi dai quali sembrava potersi evincere che fosse il contrario – cioè che fossero le esternazioni positive ad avere una capacità di trasmissione maggiore mentre quelle negative sembravano tendere ad emarginare chi le manifestava.

Da questo studio risulta invece che gli adolescenti scontrosi non siano affatto meno apprezzati nel mondo social rispetto ai loro coetanei con una disposizione più solare.

Uno degli autori dello studio, il dottor Per Block del Leverhulme Center for Demographic Science di Oxford, ha dichiarato: "La nostra ricerca mostra in modo conclusivo che gli individui sono influenzati da come si sentono gli altri intorno a loro. L'umore è contagioso e, sebbene vengano colti sia gli stati d'animo positivi che quelli negativi, i malumori sono più potenti".

Sul lato positivo, lo studio ha scoperto però anche che l'umore espresso non determina la popolarità e, sebbene un adolescente corra il rischio di cogliere il cattivo umore di un amico, può anche influenzarlo con il proprio stato d'animo più positivo e risollevarlo a sua volta.

"Ci auguriamo che sia un passo avanti verso la comprensione del motivo per cui le persone cadano in stati depressivi prolungati, i fattori sociali che determinano il benessere emotivo negli adolescenti e, a lungo termine, come possa essere possibile fornire supporto emotivo che porti a una migliore salute mentale", ha detto Block.

Il benessere emotivo dei bambini e dei giovani adulti è una fonte di grande preoccupazione tra i professionisti della salute e dell'istruzione poiché la pandemia continua a interrompere l'apprendimento e i contatti sociali tradizionali.

La coautrice dello studio, dott.ssa Stephanie Burnett Heyes, della School of Psychology dell'Università di Birmingham, ha aggiunto: "Questo studio solleva tante domande in sospeso, specialmente in questi tempi di pandemia, ad esempio - cosa perdiamo quando l'interazione non è faccia a faccia, e cosa invece si conserva? Oppure - se tutti stanno lottando contro questa crisi, non c’è il rischio che connettersi con gli altri possa significare coglierne e condividerne l’umore basso invece di trovare il conforto sperato?”.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook