17:35 10 Aprile 2021
Scienza e tech
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I cosiddetti "ippopotami della cocaina" di Pablo Escobar sono fuori controllo e devono essere abbattuti, hanno detto gli scienziati. Riproducendosi in ambiente per loro ideale ma a loro estraneo, potrebbero rovinare l’habitat naturale dell’intera Colombia secondo gli esperti.

Gli scienziati temono che gli ippopotami, che si riproducono nel bacino del fiume Magdalena, in Colombia, possano rovinare l'habitat naturale dell’intero Paese. Quando il ‘Re della cocaina’ Pablo Ecobar, il criminale più ricco della Storia, morì nel 1993 all’età di 43 anni ucciso dalla polizia, gli animali dello zoo domestico della sua villa a Medellin vennero sequestrati. Rinoceronti, giraffe, zebre e altri animali esotici vennero trasferiti negli zoo colombiani. Ma quattro ippopotami si diedero alla latitanza nelle foreste e, a quanto pare non si trovarono affatto male in quell’ambiente.

Anzi, pare proprio che quella foresta tropicale e quel fiume siano proprio l’ambiente ideale per questa specie che oggi, si stima sia arrivata a contare tra gli 80 e i 100 esemplari ma, soprattutto, se andranno avanti a questo ritmo nel 2024 potrebbero arrivare a 1.500 esemplari, con impatto devastante sull’habitat del posto.

Gli scienziati ritengono che gli ippopotami rappresentino una minaccia per la fauna selvatica naturale poiché la loro urina e le loro feci sono tossiche e trasportano una serie di batteri pericolosi, riferisce The Telegraph.

Alcune soluzioni, come ricollocare o castrare gli animali in modo che smettano di riprodursi, sono state prese in considerazione, ma alcuni scienziati sostengono che neppure questo sarebbe sufficiente per risolvere il problema.

L'ecologa Nataly Castelblanco-Martínez ritiene che l'unica soluzione per proteggere l'ambiente sia abbattere tutti gli ippopotami.

"A nessuno piace l'idea di sparare a un ippopotamo, ma dobbiamo accettare l’idea che nessun'altra strategia funzionerà", ha sostenuto la professoressa Martinez.

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