11:39 26 Febbraio 2021
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Stando ai dati di Ipsos, il 46% degli americani crede ai fantasmi. Gli esperti sono convinti: il sesto senso non è sempre solo un’allucinazione di soggetti malati.

Credenze e superstizione

Come riportano i media di tutto il mondo, nel culmine della prima ondata di COVID-19 un villaggio dell’isola di Giava fu preso d’assalto da fantasmi vestiti di bianco. In realtà, si trattava di volontari travestiti da pocong, ossia anime dei defunti che non sono riuscite ad arrivare nell’altro mondo. Le autorità locali contavano di impaurire le persone costringendole a ritornare nelle proprie case. Ed effettivamente ha funzionato.

I ricercatori osservano che credere nelle forze ultraterrene e nelle anime dei defunti è un fenomeno profondamente radicato. È parte della cultura e delle esperienze religiose, contribuisce a spiegare fenomeni insolito e persino la propria esistenza. L’ampia diffusione del fenomeno ha anche interessanti risvolti dal punto di vista economico.

Ad esempio, le case infestate attirano turisti e sono vendute a prezzo più caro della altre. Se però questo fenomeno si trasforma in un’ossessione, la qualità di vita del soggetto diminuisce drasticamente e a risentirne è anche la società. Ecco perché di recente sono sempre più oggetto di studio queste condizioni psicologiche e anche rilevanti riviste scientifiche stanno pubblicando articoli sull’argomento.

Un cervello che si sforza troppo

Le allucinazioni visive e sensoriali spesso sono spiegate dalla presenza di disturbi psichici o patologie neurologiche. Ad esempio, nell’88% dei pazienti affetti da Parkinson o demenza si rilevano visioni, nel 45% allucinazioni sensoriali. Gli scienziati definiscono pareidolia questo fenomeno. Tuttavia, può presentarsi anche in soggetti sani in quanto i meccanismi delle allucinazioni sono i medesimi. Questo è stato dimostrato dagli esperimenti condotti sotto la direzione di David Smiles dell’Università di Newcastle (Regno Unito).

Gli scienziati si sono basati sui concetti di pensiero bottom-up e top-down. Il primo sta ad indicare l’elaborazione ad opera del cervello delle informazioni ottenute a partire dagli organi sensoriali, mentre il secondo la creazione di immagini sulla base di dati conservati nella memoria aggiungendo loro un qualche elemento di novità. Ottantadue giovani studenti in salute hanno su richiesta dei ricercatori portato a termine test che verificavano la loro capacità di distinguere la realtà e la pareidolia.

È emerso che chi aveva ottenuto risultati peggiori ai test presentava un pensiero top-down più sviluppato. Questi soggetti sono più inclini ad avere allucinazioni visive.

Ogni minuto riceviamo dai nostri organi di senso un volume enorme di informazioni. Il cervello passa al vaglio i flussi di informazione in entrata, elimina i dati non necessari e conserva quelli necessari. Talvolta, però il cervello si sforza troppo e un qualche elemento poco rilevante viene contrassegnato come importante.

Ad esempio, ascoltando una canzone in una lingua straniera, talvolta diamo significato a parole che di per sé non lo avrebbero. Questo sforzo eccessivo del cervello è legato al fenomeno della psicofonia (o delle voci elettroniche): ad esempio, gli amanti del paranormale ritengono che i rumori di sottofondo delle registrazioni audio siano in realtà le voci dei defunti.

Ossessione per i fantasmi

Negli anni ’70 Doris Bither, madre di quattro bambini di Culver City (California), sosteneva di vedere continuamente i fantasmi di 3 uomini che l’avrebbero attaccato e persino violentata. Anche i figli di Bither riportavano di aver incontrato i fantasmi. Uno lo chiamavano “Signor chi va là”. Il figlio di mezzo di Doris, una volta adulto, dichiarò in un’intervista che i fantasmi li spingevano, mordevano e graffiavano.

Gli psicologi dell’Università della California a Los Angeles non rilevarono alcun disturbo in Doris, ma evidenziarono alcuni fattori responsabili della sua condizione: un’infanzia difficile, violenze fisiche e mentali, rapporti traumatici con il sesso maschile.

Viveva con i figli in una casa fatiscente, in un ambiente tossico. Ad ogni modo, col tempo i fantasmi comparivano con frequenza sempre minore. Doris morì negli anni ’90 di morte naturale. Ma suo figlio giura che sia lui sia i fratelli hanno visto i fantasmi. In verità, un’esperienza così terribile è stata documentata solo a Culver City. I soggetti come Doris vengono definiti dagli scienziati “soggetti infestati” (Haunted People) e la loro condizione è legata a una sindrome ben distinta a sottolineare la comparsa ripetuta dei relativi sintomi.

Questi soggetti tendono ad ascrivere tutto ciò che non si spiegano alle forze ultraterrene. La sindrome dei “soggetti infestati” è legata a psicosi di massa come in passato si è riscontrato in gruppi di giovani donne o in periodi di grande stress.

Talvolta è causata dalla paura delle nuove tecnologie. Scienziati britannici, portoghesi, statunitensi e australiani ascrivono a questa condizione anche alcuni casi di manie di persecuzione: al soggetto pare di essere seguito, minacciato e controllato ad esempio tramite un computer o una intercettazione telefonica. I pazienti affetti da questi disturbi spesso vengono messi insieme nelle comunità di “uomini bersaglio”, credono nelle teorie del complotto e nell’ordine mondiale.

Spiegazione fisica delle illusioni

Di recente il poc’anzi citato gruppo di scienziati ha analizzato una ampia selezione di articoli che hanno studiato le “case infestate”. I soggetti che hanno avuto visioni in quei luoghi descrivono due tipologie di fenomeni inspiegabili. Il primo sono i fantasmi, ossia la percezione di una presenza estranea, di voci non note. Il secondo si verifica quando compaiono inspiegabilmente oggetti, si accendono spontaneamente degli elettrodomestici, si sentono rumori e scricchiolii misteriosi.

Gli scienziati hanno addotto alcune spiegazioni fisiche a queste percezioni. Anzitutto, le illusioni sarebbero dovute a determinati odori presenti nella stanza, a suoni, a sfumature delle pareti, ma anche a una cattiva illuminazione: il crepuscolo già da solo all’interno di una casa crea l’atmosfera perfetta perché accada qualcosa di mistico.

Anche la qualità dell’aria è in grado di essere la rampa di lancio per queste manifestazioni ultraterrene: alcuni osservano che determinate tipologie di muffe rilasciano sostanze neurotossiche. Considerato che di norma le case infestate sono antiche, questa ipotesi ha le sue ragioni.

Spesso capita la spiegazione sia anche l’avvelenamento da monossido di carbonio. Nella letteratura scientifica di inizio XX secolo è descritto un caso: una coppia si trasferì in una casa del 1970 e presto cominciò ad accusare mal di testa e debolezza fisica, a sentire dei passi e poi a vedere fantasmi. Si scoprì che era dovuto a un forno malfunzionante. Fra le altre possibili ragioni si annoverano la temperatura, gli ultrasuoni e le radiazioni elettromagnetiche.

Ma, sebbene siano spiegazioni del tutto plausibili, alcuni sono più inclini a credere a queste illusioni e persino a svolgere dei rituali di purificazione. Sulla rivista australiana di parapsicologia è stato pubblicato un articolo curato da studenti della Facoltà di psicologia dell’Università di Adelaide e dalla Società di ricerca sul paranormale.

Lo studio è stato commissionato da una trentina di soggetti che percepivano una presenza estranea e a cui pareva che qualcuno li guardasse. Alcuni giuravano di aver visto dei defunti, di aver percepito oggetti che si muovevano spontaneamente, di aver visto la luce accendersi e spegnersi da sola. Altri parlavano invece di suoni: lo scricchiolio di porte e imposte, passi, voci, entità che li chiamavano per nome. Qualcun altro percepiva di essere persino sfiorato. L’identikit del committente di questo studio è una donna sulla quarantina che vive con un marito e un figlio in una casa di proprietà.

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