02:08 28 Febbraio 2021
Scienza e tech
URL abbreviato
110
Seguici su

Secondo i dati della NASA il 2020 sarebbe stato l’anno più caldo mai registrato da quando esistono i metodi di raccolta dati moderni, mentre la NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration e l’Ufficio MET del Regno Unito sostengono che il primato spetti ancora al 2016.

Per via dei diversi metodi di raccolta e analisi dati, non c’è pieno accordo sulle conclusioni della NASA, della NOAA, del MET e del programma di osservazione del clima dell'Unione europea. Secondo la prima non vi sarebbero dubbi che l’anno più caldo da quando esiste il moderno sistema di rilevazioni sia senz’altro il 2020, mentre la seconda e la terza agenzia ritengono che il primato spetti al 2016, mentre la quarta vede le due annate a pari merito, anzi demerito, visto che si parla di riscaldamento globale e il primato è negativo.

La crisi climatica per altro sarebbe testimoniata anche dai potenti uragani e i diffusi incendi, oltre dai dati empirici sostiene l’Agenzia spaziale americana, secondo la quale l’anno appena trascorso avrebbe superato di quasi un decimale di grado il precedente record del 2016.

Il riscaldamento, ritiene la gran parte degli scienziati, non sarebbe dovuto a cause cicliche ma sarebbe in stretta relazione con il consumo dei combustibili fossili, con la deforestazione e con le altre attività umane.

I sette anni più caldi mai registrati al mondo si sono verificati tutti dal 2014, con i 10 anni più caldi negli ultimi 15 anni. Ci sono stati ormai 44 anni consecutivi in cui le temperature globali sono state superiori alla media del XX secolo. Tutto questo indica un trend molto preciso e gli scienziati affermano che le temperature medie continueranno a salire a causa dell’enorme quantità di gas serra che l’umanità immette in atmosfera.

"Questa non è la nuova normalità", ha detto Gavin Schmidt, direttore del Goddard Institute for Space Studies della Nasa, "Questo è un precursore di molto altro che sarà a venire".

L'estensione media annuale del ghiaccio marino nell'Artico è stata poco sopra i 10 milioni di chilometri quadrati (10.178.650), la più piccola mai registrata, mentre gli oceani sono stati "eccezionalmente caldi", ha detto la NOAA, con solo due anni precedenti che hanno registrato temperature marine più calde. La copertura nevosa media annua per l'emisfero settentrionale è stata la quarta più bassa mai registrata.

L'aumento del calore nell'atmosfera e nell'acqua sta causando lo scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento del livello del mare, oltre ad aiutare ad alimentare tempeste più grandi e distruttive. Gli Stati Uniti, colpiti da una stagione degli uragani atlantici senza precedenti nel 2020, hanno subito un numero record di gravi disastri lo scorso anno, con decine di miliardi di dollari di danni e diverse centinaia di morti.

"Il riscaldamento globale non aumenterà necessariamente il numero delle tempeste tropicali, ma quando si verificherà una tempesta, sarà probabile che sia sempre più forte", ha detto Jim Kossin, uno scienziato atmosferico della NOAA, "E sono quelle forti che contano", ha spiegato.

Oltre a questo vanno ricordati i devastanti incendi della California e dell’Australia, anch’essi effetto indiretto dell’aridità.

"Siamo diretti verso un catastrofico aumento della temperatura di 3-5° C in questo secolo", ha avvertito António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. “Fare pace con la natura è il compito determinante del 21° secolo. Deve essere la massima priorità per tutti, ovunque".
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook