12:14 22 Gennaio 2021
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Gli archeologi hanno scoperto nell’isola di Sulawesi la più antica pittura rupestre conosciuta al mondo: un'immagine a grandezza naturale di un maiale selvatico che è stata realizzata almeno 45.500 anni fa.

La scoperta descritta mercoledì sulla rivista Science Advances fornisce le prime prove dell'insediamento umano nella regione.

Il co-autore Maxime Aubert della Griffith University australiana ha spiegato all'AFP che la pittura era stata scoperta nel 2017 dal dottorando Basran Burhan, come parte dei sondaggi che il team stava conducendo con le autorità indonesiane ma che solo ora è stato possibile eseguire una corretta datazione.

Il reperto si trova nella grotta Leang Tedongnge in una valle remota racchiusa da ripide rocce calcaree, a circa un'ora di cammino dalla strada più vicina e accessibile solamente durante la stagione secca.

La pittura rappresenta un maiale verrucoso di Sulawesi di 136 per 54 centimetri dipinto usando un pigmento ocra rosso scuro e ha una corta cresta di peli dritti, così come un paio di verruche facciali simili a corno caratteristiche dei maschi adulti della specie.

Ci sono due impronte di mani sopra i quarti posteriori del maiale, e sembra di fronte ad altri due maiali che sono solo parzialmente conservati, come parte di una scena narrativa.

"Il maiale sembra osservare una lotta o un'interazione sociale tra altri due maiali verrucosi", ha detto il coautore Adam Brumm.

Gli esseri umani hanno cacciato i maiali verrucosi di Sulawesi per decine di migliaia di anni e sono una caratteristica chiave delle opere d'arte preistoriche della regione, in particolare durante l'era glaciale.

Per eseguire una corretta datazione della primordiale opera è stato utilizzato il metodo delle catene di decadimento dell’uranio e ora, con sicurezza, è possibile affermare che abbia circa 45.500 anni, il che la rende la pittura rupestre più antica e, in generale, una delle opera d’arte più antiche dell’uomo cui si abbia testimonianza.

Gli scienziati ritengono che l'opera d'arte sia stata realizzata dall’Homo Sapiens prima del suo passaggio e arrivo in Australia, avvenuto circa 65mila anni fa, ma non possono escludere con certezza che si tratti di altre specie umane estinte come i Denisoviani.

Per creare le impronte che si vedono sul lato sinistro, gli artisti si presume abbiano dovuto mettere le mani su una superficie e poi sputarvi sopra del pigmento. Gli studiosi sperano che sia possibile estrarre campioni di DNA da eventuale saliva fossilizzata.

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