12:52 13 Aprile 2021
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Si è chiuso come ad ogni ciclo stagionale il buco dell'ozono dell'Antartide, che si ripresenta puntualmente durante l'inverno Australe. Uno stimolo ad applicare il Protocollo di Montreal.

In Antartide il buco dell’ozono si è chiuso, lo dice il WMO ovvero l’Organizzazione mondiale della meteorologia che con un comunicato rende noto che il 28 dicembre 2020 si è chiuso grazie a condizioni stagionali naturali eccezionali e grazie alla continua riduzione di sostanze nocive che riducono l’ozono.

Scoperto 40 anni fa, il buco nell’ozono dell’Antartide è il più ampio e profondo tra quelli osservati dagli scienziati in questi decenni.

Oksana Tarasova, capo della Divisione ricerca atmosferica del WMO, crede che ora sia il momento di rafforzare l’implementazione del Protocollo di Montreal sulle sostanze chimiche che riducono lo stato di ozono in atmosfera.

“Ci sono ancora abbastanza sostanze che riducono lo strato di ozono nell’atmosfera da causare la riduzione dell’ozono su base annuale”, ha commentato Oksana Tarasova.

​Un lavoro in collaborazione con i satelliti Esa

Il WMO lavora a stretto contatto con i satelliti Esa della famiglia Copernico, con la Nasa e con il Climate change Canada e altre collaborazioni per monitorare il buco dell’ozono nell’atmosfera terrestre.

L’ozono è infatti un gas preziosissimo che ci protegge dai raggi ultravioletti del Sole.

Durante l’estate l’estensione maggiore

La scorsa estate il buco dell’ozono aveva raggiunto le dimensioni più ampie mai registrate prima, 24,8 milioni di chilometri quadrati ricoprendo quasi per intero il continente Antartico.

Il buco dell’ozono si presenta ciclicamente ad ogni Inverno australe, per poi chiudersi durante le stagioni più calde, ma il suo progressivo ampliamento sta diventando un problema per tutto il pianeta e non solo per il Polo Sud.

Tags:
clima, accordo sul clima, Cambiamenti climatici
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