10:04 22 Gennaio 2021
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Quando i Sapiens giunsero in Europa, qui vivevano già da più di 200.000 anni i Neanderthal.

Per grado di sviluppo i Neanderthal non erano inferiori agli Homo sapiens e anzi fisicamente erano persino più forti. Ma i Sapiens per qualche ragione ebbero la meglio. Nell’ultimo periodo gli antropologi stanno rinvenendo un numero sempre maggiore di prove del fatto che i Sapiens non espulsero semplicemente i Neanderthal, ma combatterono contro di loro violentemente per circa 100.000 anni.

Due facce della stessa medaglia

Circa 650.000 anni fa il genere umano si divise. Un gruppo rimase in Africa e divenne anatomicamente simile agli uomini contemporanei, l’Homo sapiens. Mentre l’altro gruppo si spostò in Europa e in Asia dando vita alla famiglia dei Neanderthal, l’Homo neanderthalensis.

Circa 150.000 anni fa, quando l’Homo sapiens aveva appena lasciato l’Africa, i Neanderthal si trovavano già in Europa occidentale. Al tempo in cui gli uomini arrivarono in queste zone, ossia circa 45.000 anni fa, già utilizzavano complessi utensili per la caccia, producevano vestiti a partire dalle pellicce e creavano persino ornamenti.

Tuttavia, già nell’arco di 5.000 anni non è rimasta più traccia di Neanderthal in Europa. Ad oggi ancora non si capisce fino in fondo in che modo i Sapiens siano riusciti a espellere da quel territorio i loro consanguinei che erano più forti e più abituati al clima rigido. In merito esistono diverse ipotesi.

Oggi i genomi di buona parte degli uomini non africani contengono il 2-3% del DNA dell’Homo neanderthalensis. Ciò significa che le sottospecie si sono mescolate. Ma questi rimescolamenti probabilmente erano eventi singoli e non generalizzati.

Si ritiene che i Neanderthal non riuscirono a reggere la concorrenza per le risorse: infatti, i Sapiens erano più evoluti tecnologicamente, cacciavano meglio e correvano più rapidamente come dimostrano diversi dati anatomici.

È probabile che il declino dei Neanderthal sia stato facilitato altresì dai parassiti e gli agenti patogeni importati dai Sapiens per i quali i Neanderthal non erano immuni. Analogamente a suo tempo morirono gli indiani d’America: furono letteralmente annientati dalle malattie portate dai conquistadores del Vecchio Mondo.

Si registra anche l’ipotesi dell’endogamia, ossia l’incrocio tra individui imparentati. A riprova di ciò vi sono diversi dati genetici: le comunità di Neanderthal di norma erano esigue e lo scambio tra popolazioni di fatto non avveniva, preferivano uno stile di vita sedentario.

Secondo i genetisti americani Kelly Harris e Rasmus Nielsen, inizialmente la mescolanza era un processo attivo, ma di generazione in generazione nei meticci si riduceva una parte dei geni dei Neanderthal, indeboliti per via dell’endogamia, raggiungendo al massimo quota 2-3%.

Difesa del territorio

Ma se invece i Neanderthal considerassero i Sapiens come stranieri loro concorrenti e avessero avviato contro di loro una guerra in difesa del proprio territorio? Per dimostrare questa ipotesi gli scienziati si sono rivolti al nostri più prossimi parenti dell’ordine dei primati.

Di recente i biologi americani hanno riportato e descritto violenti scontri tra gorilla di montagna che vivono al confine tra l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo. All’inizio degli anni ’80 se ne contavano oltre 250 esemplari. Ma dopo aver adottato misure per la prevenzione della specie il loro numero è cresciuto fino a 600 unità.

All’inizio degli anni 2000 una popolazione di gorilla si è divisa in più gruppi fra i quali è cominciata una guerra. I ripetuti censimenti dei gorilla hanno dimostrato che un gruppo delle varie subpopolazioni cresceva più rapidamente degli altri.

In seguito gli eventi hanno assunto una piega più drammatica. I maschi più giovani del gruppo dominante, sperando di conquistare le femmine di un gruppo vicino, hanno ucciso i partner di queste ultime e la loro prole. Di conseguenza, la mortalità giovanile si è impennata al 57% e la crescita annuale della popolazione ha registrato un rallentamento.

I ricercatori osservano che da sempre si verificano scontri tra maschi di diversi gruppi, ma che ciò avviene assai raramente all’interno della stessa comunità indipendentemente da quanto questa possa essere densamente abitata.

In passato gli scienziati hanno addotto prove del fatto che gli scimpanzé selvatici della stessa specie si uniscono in gruppi che pattugliano i propri territori e attaccano talvolta i vicini. Non di rado gli attacchi finiscono con la morte di decine di animali.

Dunque, non è vero che le guerre sono nate con la comparsa dell’uomo. Si tratta di una invenzione ben più antica e, molto probabilmente, i Neanderthal non erano certo meno bellicosi dei Sapiens.

Grandi somiglianze

I Neanderthal per stile di vita erano molto simili agli Homo sapiens loro contemporanei: analogamente accendevano il fuoco, seppellivano i defunti, producevano ornamenti a partire dalle conchiglie e dai denti degli animali, creavano disegni e strutture rituali, cacciavano selvaggina di grossa taglia (renna, stambecco, alce, bisonte, rinoceronte, mammut) con l’ausilio di lance, utilizzavano le armi gli uni contro gli altri.

Gli antropologi tedeschi hanno appurato che i traumi cerebrali dei Neanderthal e degli umani del tardo Paleolitico sono della stessa natura. Entrambe le sottospecie presentano numerose fratture all’avambraccio che, secondo gli scienziati, si sarebbero formate in esito a colpi ricevuti in battaglia. E nella grotta Shanidar in Iraq sono stati rinvenuti i resti di un Homo neanderthalensis trafitto nel petto con una lancia.

I dati archeologici confermano che i Neanderthal non erano affatto pacifici e innocui e non avrebbero certo ceduto il proprio territorio ai Sapiens senza combattere.

Primi scontri di una lunga guerra

Le testimonianze più precoci della presenza di Homo sapiens in Eurasia sono due crani di rispettivamente 210.000 e 270.000 anni d’età rinvenuti nella grotta di Apidima nella Grecia meridionale.

I ricercatori ipotizzano che i Sapiens più volte tentarono di stanziarsi in Medio Oriente e nell’Europa sud-orientale, ma incontrarono resistenza.

Secondo le stime degli scienziati, circa 125.000 anni fa i Sapiens cominciarono una espansione “pianificata”: si distribuirono nella Penisola araba, dopo circa 50.000 anni “conquistarono” la Penisola indiana e finalmente circa 55.000 anni fa si spinsero in Europa attraverso il Medio Oriente.

Infatti, nell’area circostante il Mar Nero occidentale non sono stati ancora rinvenute tracce legate ai Neanderthal di età inferiore ai 46.000 anni, nella Penisola iberica nulla con meno di 40.000 anni e in Gran Bretagna niente d’età inferiore a 36.000. Sull’Altay gli artefatti più tardivi dei Neanderthal risalgono a 24.000 anni fa.

I Neanderthal non cedettero senza combattere: infatti, circa 100.000 anni fa opposero resistenza all’avanzata dei Sapiens.

La lotta più lunga ebbe luogo in Medio Oriente dove i Neanderthal si sentivano a loro agio per via del clima mite e per l’abbondanza di cibo animale e vegetale. I primi Sapiens giunsero in quest’area 90.000 anni fa, mentre i Neanderthal scomparvero dopo 45.000 anni.

La conferma del supercomputer

Scienziati sudcoreani del Centro di fisica del clima dell’Istituto di scienze fondamentali di Pusan hanno utilizzato un supercomputer per verificare le differenti ipotesi relative alla scomparsa dei Neanderthal in Europa tra 43.000 e 48.000 anni fa.

Il modello matematico ha tenuto in considerazione i processi migratori dei Neanderthal e dei Sapiens, le loro interazioni, la concorrenza tra di loro, le mescolanze genetiche a condizioni di temperatura, precipitazioni e accesso al cibo variabili.

I risultati della simulazione hanno dimostrato che né i cambiamenti climatici né l’endogamia né l’assimilazione con i Sapiens riescono a spiegare la scomparsa in un così breve periodo di tempo per la storia dell’evoluzione di una specie e la contestuale sua sostituzione con un’altra specie ad essa imparentata.

Le spiegazioni più verosimili secondo il modello quantitativo utilizzato sono: la superiorità dei Sapiens nelle armi e nelle metodologie di caccia, l’assenza nei Neanderthal di immunità ai patogeni importati o la distruzione diretta dei Neanderthal ad opera dei Sapiens.

In ogni caso gli scienziati hanno confermato un’altra volta che la ragione principale dell’estinzione dei Neanderthal fu l’arrivo in Europa dei Sapiens.

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