05:14 17 Aprile 2021
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Il memorandum di cooperazione tra il Fondo russo per gli investimenti diretti e la anglo-svedese AstraZeneca è stato siglato lo scorso 21 dicembre.

Nello stabilire una collaborazione tra il Centro Gamaleya e la compagnia farmaceutica AstraZeneca per lo sviluppo di una variante combinata di vaccino anti-Covid sono state messe in secondo piano tutte le questioni politiche.

Ne è convinto il professor Aleksandr Gintsburg, direttore dell'Istituto Gamaleya il quale ha epresso le proprie considerazioni in diretta all'emittente televisiva russa Rossiya 1:

"Ora il Fondo russo per gli investimenti diretti (RFDI) in sinergia con l'istituto Gamaleya cercherà di aiutare AstraZeneca a rimanere tra le aziende leader. Mi sembra che sia molto vantaggioso per tutti. Pare proprio che la politica sia finita in secondo piano", sono state le parole di Gintsburg.

L'esperto ha quindi chiarito che nella Federazione Russa si continuerà ad utilizzare la variante classica di Sputnik V.

Il memorandum di cooperazione

Lo scorso 21 dicembre il Centro nazionale di ricerca N.F. Gamaleya, la società biofarmaceutica anglo-svedese AstraZeneca, il Fondo russo per gli investimenti diretti e R-Pharm hanno firmato un memorandum di cooperazione per combattere il coronavirus.

Successivamente, il direttore del Centro Gamaleya, Alexander Gintsburg, ha annunciato l'inizio di studi clinici congiunti di una combinazione del farmaco russo Sputnik V e AZD1222 sviluppato da AstraZeneca e dall'Università di Oxford.

Entrambi i vaccini sono stati creati sulla base di vettori adenovirali, in cui è incorporata la proteina Spike del coronavirus SARS-CoV-2. Allo stesso tempo, gli adenovirus vengono privati ​​della capacità di replicarsi: servono come sistema di rilascio del materiale genetico (antigene) nelle cellule umane.

 

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