23:08 15 Gennaio 2021
Scienza e tech
URL abbreviato
0 61
Seguici su

Gli scienziati rivelano che una teoria di oltre 70 anni fa che spiega i modelli presenti in natura è valida per capire perché i gatti hanno macchie o strisce sul proprio manto. La cosa curiosa è che anche se la teoria era già presente, per molto tempo il motivo è rimasto un enigma.

Sebbene i biologi avessero identificato le cellule del follicolo in cui i peli crescono come fonte dei pigmenti neri, marroni, gialli e rossi che colorano la pelliccia dei gatti, non sapevano "quando e dove si è svolto il processo di creazione del modello di colore", ha affermato Gregory Barsh, genetista presso l'Hudson-Alpha Institute of Biotechnology, in Alabama, USA, alla rivista Science.

Tuttavia, questi ultimi avevano alcuni indizi. Il pioniere dell'Informatica Alan Turing suggerì nel 1952 che le molecole che si inibiscono e si attivano a vicenda potrebbero creare schemi periodici in natura se diffusi attraverso i tessuti a velocità diverse, come spiega Elizabeth Pennisi in Science.

Trent'anni dopo, altri scienziati hanno applicato la loro teoria per sviluppare un'ipotesi su come si formano i modelli di colore durante lo sviluppo in natura. Hanno scoperto che le molecole attivanti danno colore ad una cellula, ma producono anche inibitori, che si diffondono più velocemente degli attivatori e possono fermare la produzione di pigmenti. Pennisi sottolinea che nel 2019, quell'idea si è dimostrata corretta nei fiori di Dracula simia, detta anche Orchidea Scimmia.

Nonostante i progressi, gli scienziati non avevano ancora scoperto la chiave di lettura e non sapevano come si sviluppasse il colore della pelliccia nei mammiferi, fino a quando il team di Barsh nel 2020 ha trovato la risposta in due proteine conosciute: le molecole Wnt e DKK4.

Il team ha scoperto che nei gatti, le molecole Wnt e DKK4 funzionano rispettivamente come attivatore ed inibitore. Sulla pelle scura, esistono in quantità quasi uguali. Secondo Pennisi, nelle zone più pallide, la proteina DKK4 che si muove più velocemente probabilmente spegne il Wnt, fermando la produzione di pigmenti e generando così striature, come aveva previsto la teoria di Turing.

Che semplici interazioni tra molecole possano spiegare la varietà di modelli di colore del manto nei mammiferi, "è un esempio dell'economia della natura. Suggerisce che stesse molecole e percorsi potrebbero essere riutilizzati per la progettazione di strutture molto differenti e a scale diverse per formare gli intricati elementi dell'anatomia dei vertebrati", ha affermato a Science Denis Headon, biologo dello sviluppo presso il Roslin Institute, Scozia.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook