21:54 15 Gennaio 2021
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (255)
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Alcuni scienziati americani hanno identificato un gene che influenza la gravità dell'infezione da coronavirus. Questo spiegherebbe per quale motivo alcuni individui contraggano il virus SARS-CoV-2 ma non la malattia COVID-19, e risultino del tutto asintomatici, mentre altri si ammalino gravemente.

I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista mSphere della American Microbiological Society.

I biologi del Translational Genomics Research Institute (TGen) hanno confrontato l'analisi genetica dei ceppi SARS-CoV-2, sette altri coronavirus umani che causano raffreddori comuni, e coronavirus che infettano pipistrelli, maiali, pangolini, furetti, zibetti e polli.

Hanno mirato a determinare le caratteristiche del genoma SARS-CoV-2 che contribuiscono alla sua replicazione virale, patogenicità e vulnerabilità dell'ospite, nonché a identificare modelli genomici generali di variabilità di vari ceppi di SARS-CoV-2.

A conclusione dello studio, gli autori sono stati in grado di trovare firme uniche di sequenze SARS-CoV-2 nella regione del virus chiamata 3'-UTR, che sono coinvolte nell'interazione con il microRNA umano hsa-miR1307-3p, e sono giunti alla conclusione che la molecola miR1307 è quello specifico bersaglio genetico, che potrebbe spiegare la differenza nelle manifestazioni del COVID-19.

"Abbiamo condotto un'analisi comparativa genetica sistematica esaminando come e in che misura la sequenza del genoma SARS-CoV-2 differisce da altri genomi di coronavirus umani e animali ben studiati", si legge nel comunicato stampa dell'istituto che cita le parole del responsabile della ricerca Dr. Nicholas Schork, professore emerito e direttore del dipartimento di medicina quantitativa e biologia del TGen. "I risultati del nostro studio consentiranno lo sviluppo di modelli di interazione tra il virus ed i suoi ospiti, migliorando la comprensione dei meccanismi che causano la malattia provocata dal SARS-CoV-2 e come utilizzare bersagli terapeutici per il trattamento".

I risultati dello studio mostrano che miR1307 funge da interruttore: accende o spegne vari geni del virus, rendendo potenzialmente la malattia più o meno pericolosa. Ad esempio, regola la velocità di replicazione del virus.

L’interruttore miR1307 era già noto alla scienza. In precedenti studi era stato scoperto che influisce sulla gravità di diversi tipi di cancro, malattie polmonari e influenza, in particolare il virus dell'influenza H1N1 che causò l’epidemia del 2009. Questo gene era stato identificato anche come un agente regolatore chiave del virus Epstein-Barr, che causa la mononucleosi infettiva.

Gli autori sperano che la loro scoperta possa servire come base per lo sviluppo di un nuovo tipo di vaccino contro il COVID-19 basato su proteine ​​o RNA, oltre a specifici marcatori genetici per monitorare la diffusione della malattia e tracciare la trasmissione del virus da una specie all'altra.

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